ITALY 25

Piombo, eccesso di offerta sul mercato

La debolezza della domanda penalizza i prezzi
Tornano a scendere i prezzi del Piombo. Dopo essersi riportate sopra i 2.200 dollari nella seconda metà di agosto, le quotazioni di questo metallo al London Metal Exchange (Lme)……

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hanno ritracciato e attualmente si attestano in quota 2 mila dollari la tonnellata. Passata la spinta rialzista innescata dai dati diffusi lo scorso 20 agosto dall’International Lead and Zinc Study Group (Ilzsg, l’Agenzia delle Nazioni Unite nata per assicurare trasparenza ai mercati di questi due metalli), che nei primi sei mesi dell’anno ha registrato un deficit di 76 mila tonnellate (+76 mila nel pari periodo 2012), i prezzi sono tornati a scendere in scia della debolezza della domanda. Da maggio i “canceled warrants” sulla borsa londinese, gli ordini per ritirare il metallo, sono scesi del 59% portandosi ai minimi da oltre un anno.
Il prezzo per la consegna immediata di una tonnellata di Piombo è di 26,5 dollari inferiore rispetto al contratto benchmark a tre mesi (1,75$ un mese) segno che l’offerta è abbondante e che gli utilizzatori finali non sono preoccupati per l’andamento degli approvvigionamenti.

Domanda poco elastica
In condizioni normali il Piombo è meno vulnerabile, rispetto ad altri metalli, alle fl uttuazioni del ciclo economico. Questo perché la domanda, in larga parte destinata alla produzione di batterie per auto, è solo parzialmente infl uenzata dall’andamento della congiuntura a causa del breve ciclo di vita che caratterizza questo tipo di prodotti.
Il Piombo è inoltre utilizzato nell’industria vetraia, in quella degli armamenti e in quella informatica. Secondo la media delle stime elaborate dagli analisti contattati da Bloomberg, nel 2014 il mercato del Piombo farà registrare un surplus di 20.400 tonnellate, più che dimezzato rispetto alle 52.200 tonnellate del 2013. L’offerta supera la domanda dal 2010 e fi nora l’avanzo di offerta è risultato pari a 242 mila tonnellate che secondo i calcoli dell’International Lead Association potrebbero far funzionare 25 milioni di batterie per auto. Come per diverse altre commodity, un ruolo centrale è svolto dalla Cina in scia delle crescenti richieste in arrivo dall’automotive e del boom delle bici elettriche. “La ripresa delle vendite di auto negli Stati Uniti e in Asia favorirà la domanda – si legge in un report dell’Economist Intelligence Unit (Eiu) lo scorso 18 settembre – controbilanciando la debolezza delle vendite in Europa”. L’outlook per la domanda di Piombo per batterie industriali e dispositivi per il back-up energetico, “è solido, sia nei mercati sviluppati che in quelli emergenti, anche se non farà segnare performance spettacolari”. Nei prossimi anni la quota di metallo ottenuto dai rottami, il cosiddetto Piombo secondario, è destinata a salire in scia dell’incremento dell’attività di riciclo in Cina dove la lavorazione delle vecchie batterie rappresenta solo il 35% dell’offerta, contro il 60% della media mondiale.

Quotazioni stimate in aumento l’anno prossimo
“Riteniamo che il rallentamento dell’attività economica nei mercati emergenti, la debolezza della crescita in Europa e le potenziali implicazioni negative derivanti dalla politica monetaria statunitense potrebbero penalizzare i prezzi”, rilevano gli esperti dell’Eiu. Negli ultimi tre mesi dell’anno una tonnellata di piombo è stimata a 2.180 dollari mentre nel 2014 e nel 2015 il rafforzamento della crescita economica (e quindi della domanda) dovrebbe spingere le quotazioni a 2.356 e a 2.444 dollari.

 

Fonte: RBS


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