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Prevista un’ulteriore contrazione della produzione industriale negli USA

Maggiore allentamento dalla BCE (di Peter Rosenstreich): Gli sviluppi in Europa vengono sostenuti dall’euro debole. Il PMI manifatturiero dell’UE si è attestato a 52 punti (Cina: 49,8; USA: 53,1) e quello composito a 53,6 punti. Tuttavia, la crescita discreta non si sta trasformando in pressioni inflazionistiche….


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Analisi a cura di: SwissQuote


Su base mensile, l’IPC dell’UE si è attestato al -0,1%, su base annua mostra una decelerazione allo 0,9%. L’IPC e l’HICP francesi sono scesi allo 0,4% m/m a settembre, si tratta del quarto mese di cali consecutivi. La prospettata ripresa dell’inflazione, grazie all’affievolirsi degli effetti legati al prezzo del petrolio, non sembra destinata a concretizzarsi. La BCE ha due motivi per aumentare gli stimoli: la necessità di sostenere il vantaggio competitivo dell’euro debole e di compensare gli impulsi disinflazionistici. I recenti commenti di Draghi suggeriscono che il presidente della BCE è soddisfatto dell’attuale corso dell’inflazione e gli operatori hanno già messo in conto la probabilità di un allentamento della BCE. Ulteriori segnali di deflazione e/o un rafforzamento dell’euro, che potrebbero far deragliare la fragile ripresa, indurranno la BCE ad essere più esplicita circa la necessità di nuovi stimoli. Inoltre, l’incapacità dei 28 membri di elaborare una strategia coesa sull’immigrazione al vertice dell’UE mostra quanto frammentata sia diventata l’unione. Il rischio che alcuni membri si allontanino dalla linea comune peserà sul livello di investimenti in euro. Eviteremmo di seguire al rialzo l’EUR/USD.

Produzione industriale negli USA (di Yann Quelenn)

C’è solo un’osservazione da fare: l’economia americana non si sta riprendendo come ci era stato fatto credere. Il sondaggio sul manifatturiero mostra che l’attività negli USA rimane debole. Negli ultimi due mesi, anche i dati sul lavoro sono stati fonte di delusione, il rilevamento molto basso riferito al dato NFP di settembre ha sorpreso i mercati. Anche le ultime cifre sulle vendite al dettaglio hanno rivelato un leggero calo e, a peggiorare le cose, da febbraio le esportazioni di merci sono calate del 10%.

La produzione industriale USA di settembre, il dato uscirà nelle prossime ore, dovrebbe calare dello 0,2% m/m, dopo il declino pari allo 0,4% di agosto. Dopo la pubblicazione del dato, l’EUR/USD salirà. Tuttavia, in un’ottica di medio termine, rimaniamo ribassisti sulla coppia perché crescono le attese di un rialzo del tasso della Fed nel 2016, nella fattispecie alla riunione di marzo. Tuttavia, per il momento, mirare a 1,1500 sembra una buona opzione.

Si profila l’inizio di una nuova era. La BCE ha dato avvio al suo allentamento quantitativo (QE) e ormai è quasi certo che questa politica monetaria sarà mantenuta anche dopo la scadenza iniziale del programma a settembre 2016. L’andamento dell’EUR/USD non dipenderà da chi non si sta riprendendo, ma da chi peggiorerà meno.

Fonte: BONDWorld.it


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