Raiffeisen C.M. Negli ultimi mesi la maggior parte dei mercati azionari emergenti ha continuato a crescere, superando nel complesso quelli sviluppati.
A cura di Angelika Millendorfer, Responsabile Emerging Markets at Raiffeisen Capital Management
I risultati migliori sono arrivati dalla Cina, nonostante dati economici piuttosto deboli, dal Brasile e da diverse borse dell’Europa centrale e orientale: in particolare Polonia e Ungheria. Un motivo in più per concentrarci sulle tendenze attuali e sulle prospettive nella regione dell’Europa centrale e orientale, in particolare dal punto di vista degli investitori azionari.
La Polonia registra una forte crescita
A nostro avviso, la Polonia è il Paese più importante della regione e lo rimarrà nel prossimo futuro. Alla fine del 2024 è salito al potere un governo favorevole all’UE e, di conseguenza, nei prossimi anni il Paese avrà accesso a fondi UE congelati per un importo massimo di 76 miliardi di euro. Il 2025 sarà il primo anno completo in cui questi fondi UE confluiranno nell’economia polacca. Inoltre, dal nuovo programma di riarmo dell’UE arriveranno prestiti a tasso agevolato per un importo massimo di quasi 44 miliardi di euro e la Polonia dovrebbe beneficiare dei massicci investimenti previsti in infrastrutture, protezione del clima e difesa nella vicina Germania. Essendo un Paese meno dipendente dalle esportazioni e più orientato al mercato interno, la Polonia è anche meno colpita dai dazi imposti dal governo statunitense all’UE. Di conseguenza, quest’anno e il prossimo la Polonia dovrebbe registrare una crescita economica compresa tra il 3% e il 3,5%, ben al di sopra della media UE. Queste prospettive di crescita e un livello di valutazione molto favorevole sul mercato azionario hanno dato un forte impulso ai prezzi delle azioni polacche negli ultimi 12 mesi.
Le speranze deluse sulla fine della guerra in Ucraina
A ciò si sono aggiunte le crescenti speranze di una rapida conclusione dei combattimenti in Ucraina, alimentate dall’azione del presidente degli Stati Uniti Trump. Finora queste speranze sono state deluse. Tuttavia, da questo punto di vista si profila comunque un notevole potenziale di miglioramento nei prossimi anni, mentre il potenziale di sorprese negative appare ad oggi piuttosto limitato. A proposito di sorprese negative: il mercato azionario polacco è stato recentemente colpito da un aumento temporaneo delle imposte sui profitti delle banche in Polonia. Questo, insieme alle speranze deluse sull’Ucraina, potrebbe essere stato uno dei fattori scatenanti della leggera correzione al ribasso di questo mercato azionario nelle ultime settimane.
La regione deve essere considerata in modo differenziato
Continuiamo a considerare molte società polacche, comprese le banche, come promettenti, con valutazioni ancora piuttosto favorevoli e un solido potenziale di crescita. Per contro, al momento siamo meno ottimisti riguardo l’Ungheria, che consideriamo in modo neutrale per il momento. Sebbene anche il mercato azionario abbia registrato ottime performance, l’Ungheria attualmente non gode degli stessi vantaggi della Polonia. L’UE continua a bloccare fondi significativi. L’economia ungherese, fortemente dipendente dalle esportazioni, risente dei dazi di Trump, della crescita ancora debole in Germania e Austria e della domanda fiacca di auto elettriche. L’inflazione, che rimane troppo elevata, costituisce un ulteriore freno e limita il margine di manovra della banca centrale in materia di tagli dei tassi di interesse. Sebbene Budapest abbia intensificato in modo significativo la cooperazione economica con la Cina, gli investitori cinesi stanno ora frenando alcuni grandi progetti in Ungheria.
Cambio di potere in Ungheria?
C’è grande interesse per le elezioni parlamentari del prossimo anno. Per la prima volta da diversi anni, il primo ministro Orban rischia di perdere la maggioranza parlamentare e di essere destituito dalla carica. Un cambio di governo potrebbe successivamente migliorare le relazioni con l’UE e quindi comportare anche lo sblocco di ingenti fondi UE per l’Ungheria. Tuttavia, mancano ancora diversi mesi alle elezioni e al momento è difficile prevederne l’esito finale.
Per molte delle ragioni già evidenziate per l’Ungheria, anche le prospettive di crescita della Repubblica Ceca appaiono oggi piuttosto contenute. Vi è però spazio per un miglioramento trainato dalla ripresa economica in Germania, e in entrambi i casi i mercati non sembrano affatto eccessivamente valutati.
Europa centrale e orientale: ancora interessante, ma rimane importante una buona selezione
Nel complesso, possiamo concludere che, nonostante alcuni aumenti significativi dei prezzi negli ultimi due anni, i mercati azionari dell’Europa centrale e orientale continuano a presentare uno sconto di valutazione considerevole rispetto ai mercati sviluppati e alcuni, come ad esempio la Polonia, hanno prospettive di crescita significativamente migliori. Sebbene l’accordo doganale tra UE e Stati Uniti pesi anche su molte aziende della regione, gli effetti negativi sembrano essere gestibili e almeno ha eliminato le incertezze e portato una maggiore prevedibilità per le aziende. Una risoluzione della guerra in Ucraina o un cessate il fuoco duraturo sarebbero la ciliegina sulla torta. Detto questo, rimane essenziale una buona selezione di aziende e settori, e occorre tenere conto anche dei rischi geopolitici ed economici in corso.
Fonte: InvestmentWorld.it
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