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Raiffeisen C.M. : Una resilienza degna di nota

Raiffeisen C.M. Focus su equity globale e bond europei, cautela sugli spread societari

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A cura di Karin Kunrath, Chief Investment Officer, Raiffeisen Capital Management


Chi avrebbe mai immaginato che, nel contesto di un conflitto militare aperto proprio nel cuore della regione del Golfo – area di estrema importanza per l’economia mondiale – accompagnato dal blocco dello stretto di Hormuz e da un netto aumento dei prezzi del petrolio e del gas, si sarebbero registrati nuovi massimi sul mercato azionario globale?
 
Le crisi degli ultimi anni dimostrano che la resilienza del mercato è aumentata: gli operatori di mercato più lucidi sono disposti a scommettere su un miglioramento della situazione nel breve termine e a guardare oltre le turbolenze. E il miglioramento auspicato si è, in fin dei conti, sempre verificato in passato.
È accaduto dopo lo scoppio della guerra in Ucraina nel 2022, quando le politiche restrittive delle banche centrali hanno alimentato timori di recessione, ma gli utili aziendali – almeno negli Stati Uniti – hanno subito solo un calo marginale. Analogamente, dopo le tensioni sui dazi USA nell’aprile 2025, i successivi negoziati bilaterali hanno portato ad accordi commerciali accettabili.
Anche a seguito dell’attuale crisi nel Golfo Persico, le previsioni di crescita si sono offuscate, ma il mercato dei capitali si mostra nuovamente resiliente grazie ai segnali di distensione. L’economia mondiale poggia su una minore dipendenza dal petrolio e su utili dominati da società statunitensi ampiamente indipendenti dal ciclo economico generale. Inoltre, la dinamica della K-shaped economy e gli enormi investimenti nell’intelligenza artificiale mantengono intatta la crescita USA, compensando l’impatto dei costi del carburante sui consumi. In questo scenario di robusti utili societari, l’asset allocation tattica torna a sovrappesare le azioni.
 
Outlook sulle diverse asset class
 
Obbligazioni: I governativi francesi e tedeschi sono ancora interessanti
Rimaniamo ottimisti riguardo ai titoli di Stato francesi e tedeschi, così come i governativi australiani. Manteniamo, invece, un atteggiamento prudente nei confronti dei bond governativi statunitensi che ci interessano esclusivamente rispetto ai segmenti obbligazionari più rischiosi (bond high yield statunitensi e obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti).
Sul fronte delle obbligazioni corporate, ultimamente il mercato sta di nuovo scontando uno scenario “ideale”. È vero, la situazione fondamentale appare positiva, ma l’ottimismo tra gli investitori in titoli a spread sembra estremamente elevato. I titoli del credito high yield non scontano praticamente alcun rischio significativo di default, di credito o di liquidità. Mentre i mercati azionari possono continuare a salire sulla scia della loro crescita (in termini di redditività), i rischi fondamentali delle obbligazioni societarie difficilmente potranno diminuire ulteriormente.
Contrariamente alle nostre previsioni, da metà aprile i premi di rischio delle obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti sono nuovamente scesi in modo significativo. Sebbene dal punto di vista fondamentale i paesi emergenti siano stati duramente colpiti dalle ripercussioni sul mercato energetico (Iran/USA), ciò non ha intaccato l’ottimismo degli investitori in questi mercati. Riteniamo che l’attuale livello degli spread delle obbligazioni in valuta forte dei mercati emergenti non sia sostenibile nel medio termine
 
Azionario: L’Asia come “powerhouse” dell’intelligenza artificiale 
Nonostante le notizie preoccupanti relative alla guerra in Iran, nelle ultime settimane i mercati azionari dei paesi sviluppati hanno mantenuto un andamento molto positivo. Uno sguardo alle previsioni di crescita degli utili fornisce probabilmente la spiegazione più convincente della solidità dei mercati azionari. In questo contesto, le banche centrali rinvieranno i tagli dei tassi o potrebbero addirittura reagire con aumenti dei tassi. Nel breve termine il clima sembra essere piuttosto ottimistico, ma alla luce del sostegno proveniente dal fronte degli utili abbiamo nuovamente rafforzato leggermente la nostra esposizione alle azioni.
Anche i mercati azionari dei paesi emergenti sono riusciti a superare con successo la crisi innescata dal conflitto in Iran. Prosegue inoltre la performance positiva rispetto ai mercati azionari sviluppati. Ciò dimostra che anche l’area asiatica è un polo globale di eccellenza nel campo dell’Intelligenza Artificiale. Le valutazioni – sia dei mercati emergenti nel loro complesso che dei singoli paesi – sono più attraenti rispetto a molte altre regioni e lasciano intravedere una crescita (degli utili) più robusta.
 
Materie prime: L’ottimismo sulla crescita globale fa salire i metalli industriali
I mercati internazionali delle materie prime hanno mostrato recentemente un andamento eterogeneo. Dopo una fase di debolezza dei metalli preziosi nei mesi scorsi, si è recentemente registrato un nuovo rialzo. Il premio di rischio sulle materie prime energetiche è stato in parte assorbito dai prezzi. Di contro, l’ottimismo sulla crescita globale ha determinato un rialzo più marcato dei metalli industriali.

Fonte: InvestmentWorld.it


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