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RBS: Gran Bretagna, tripla A a forte rischio tra debole congiuntura e nodo debito

Agenzie di rating pronte a far saltare la tripla A……

RBS: Investment Report


L’economia britannica rischia di ricadere nuovamente in recessione e allo stesso tempo le agenzie di rating premono su Londra minacciando di togliere la tripla A alla luce dei problemi nel centrare il target di riduzione del debito.

Secondo il Centre for Economics and Business Research (CEBR), tra i maggiori thinktank britannici, i conti pubblici rimarranno in defi cit fi n dopo il 2020. Le tre principali agenzie di rating (Moody’s, Standard&Poor’s e Fitch) hanno tutte outlook negativo sul Regno Unito e potrebbero nel corso dell’anno tagliare il giudizio. In particolare Fitch ha recentemente preannunciato un downgrade se il bilancio annuale britannico, in uscita il prossimo 20 marzo, mostrerà un debito pubblico ancora in rialzo. Pesa il duplice problema di una debole crescita abbinata alla necessità di consolidare il bilancio. E le politiche di austerity rischiano di intaccare le
potenzialità di crescita nel medio termine. Dopo il confortante +0,9% t/t del Pil nel terzo trimestre 2012 agevolato dall’effetto Olimpiadi, le attese sono di un forte rallentamento a fine 2012 e a inizio 2013. L’Offi ce for Budget Responsibility (OBR) ha rivisto al ribasso le stime di crescita dell’economia britannica con il 2012 che dovrebbe concludersi con un calo dello 0,1% per tornare a crescere quest’anno (+1,2% rispetto al +2% indicato in precedenza). Il ministro delle Finanze britannico George Osborne ha detto che l’economia
del Regno Unito si sta comunque riprendendo più rapidamente rispetto ai suoi vicini e nel 2013 registrerà una crescita maggiore rispetto a Francia e Germania.

Possibile un referendum su permanenza nell’Ue

Nel prossimo futuro della Gran Bretagna potrebbe esserci anche un referendum per l’appartenenza o meno all’Unione Europea. Il premier britannico David Cameron sembra infatti sempre più convinto nella sua opposizione alle politiche dell’Ue, che virano decisamente verso l’unione fi scale e un meccanismo condiviso per il salvataggio dei Paesi in difficoltà, viste come una minaccia per la sovranità della corona britannica sulle proprie risorse fi nanziarie. Nei sondaggi l’idea di un’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea
risulta tra le più gettonate. Il referendum potrebbe essere annunciato durante l’atteso discorso che il premier inglese indirizzerà alle autorità di Bruxelles nei prossimi giorni.
Londra potrebbe cercare un compromesso richiedendo il mantenimento di alcune aree di sovranità ed evitando l’uscita totale della Gran Bretagna dall’Unione Europea. Intanto i detrattori di Cameron, tra cui il leader dell’opposizione laburista Ed Miliband, accusano l’avversario politico di danneggiare il Paese conducendolo fuori dall’Ue, cosa che allontanerebbe l’interesse degli investitori stranieri portando ad anni di incertezza economica e danneggiando crescita e occupazione.

Borsa londinese sui massimi dal 2008

Le diffi coltà della Gran Bretagna si rifl ettono solo parzialmente sull’andamento del listino londinese. Il Ftse 100, reduce da un 2012 non esaltante chiuso con un progresso inferiore al 6%, ha aperto il
2013 in sintonia con i rialzi degli altri principali indici azionari. Nelle prime tre settimane dell’anno il Ftse 100 ha segnato un lusinghiero +4,5% portandosi sui massimi dal maggio 2008 trainato dal comparto bancario e da quello minerario, con quest’ultimo sospinto dalle buone indicazioni arrivate dai dati sulla crescita cinese. Una nota positiva viene dal settore auto, che nel 2012 ha visto un anno di crescita (+5,3% le immatricolazioni a 2.044.609 unità).

Fonte: RBS: Investment Report

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