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RBS Il Punto sui mercati: La crisi politica italiana imperversa sui mercati europei

A  poco più di una settimana dall’esito elettorale, l’ingovernabilità del Paese continua a rappresentare la minaccia  principale per l’intera Eurozona, anche per la mancanza  di una prospettiva di accordo tra le forze che hanno conquistato la maggioranza relativa in Parlamento. ….

Cresce  così inevitabilmente il rischio Paese e tornano a registrarsi i movimenti di fly-to-quality che premiano ancora  una volta le curve low-yield a dispetto dei Periferici.

La curva tedesca, strumento safe-heaven per eccellenza, muove nuovamente al ribasso sul fronte dei rendimenti con il biennale in discesa allo 0,029%, rispetto  alla rilevazione bisettimanale precedente avvenuta a  quota 0,169%, il quinquennale allo 0,418% dai precedenti 0,629% e il decennale in netta flessione all’1,424%  dall’1,621%.

In direzione opposta sul secondario si muove la curva dei  rendimenti dei titoli italiani, con il quinquennale in risalita a  quota 3,52%, dai precedenti 3,16% e la scadenza decennale in rialzo di 41 bp sulla soglia del 4,81%.

Di riflesso, lo spread BTP/Bund, che ha rappresentato fino  ad oggi il termometro della crisi o perlomeno un valido  indicatore di sentiment, è tornato anch’esso a salire verso  i livelli di inizio dicembre 2012 a quota 339 bp (+62 bp).

Sempre particolarmente attivo il Tesoro italiano sul primario, con una domanda comunque sostenuta nonostante tali aste si siano svolte in concomitanza con le elezioni  nazionali. In totale sono state collocate quattro emissioni  governative, un CTZ con scadenza 24 mesi e due BTPei  con scadenza settembre 2021 e settembre 2026, ed infine un BTP decennale e un BTP quinquennale. In particolare sulle aste del decennale, permane su livelli molto alti  il bid-to-cover che si attesta a quota 1,654.

Il cambio di tendenza non poteva non riguardare anche  la divisa unica, in calo contro tutte le principali valute,  comprese quelle emergenti. In particolare il cambio Eur/ Usd nel saldo bisettimanale registra un calo di oltre tre  figure, attestandosi sotto il muro di quota 1,3.
La marcia più rallentata del previsto sul fronte dei rimborsi delle tranche del programma LTRO ha avuto affetti avversi sul tasso Euribor che vira significativamente  dai suoi massimi di periodo. In particolare, la scadenza  trimestrale viene infatti rilevata a quota 0,2% rispetto ai  precedenti 0,223%.

Fonte: RBS

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