BUSSOLA2

Retail sales di aprile

Le vendite al dettaglio per il mese di aprile mostrano un dato in linea con le nostre attese, salendo dello 0.5% mom dopo che il dato di marzo è stato rivisto al rialzo a 0.9% mom da 0.4% mom …


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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi


originariamente rilevato. Al netto della componente Auto il risultato è stato modestamente più forte, in rialzo dello 0.5% mom dopo il +1.2% mom registrato a marzo e rivisto oggi al rialzo da 0.8% originariamente rilevato. Più debole invece il risultato delle vendite al netto sia di Auto che di Gas Stations, in rialzo dello 0.2% mom dopo il +0.7% mom di marzo, rivisto oggi al rialzo da 0.6% mom originariamente rilevato. Su base tendenziale vi è una stabilizzazione della crescita del dato headline a 7.6% yoy. Il trend positivo dovrebbe comunque riprendere nei prossimi mesi. Si tratta della crescita tendenziale più bassa da novembre. Al netto delle vendite di auto le vendite al dettaglio sono in rialzo del 6.9% yoy, in modesta accelerazione dal 6.8% yoy di marzo.

Le vendite di auto hanno registrato solo un modesto incremento nel mese, salendo dello 0.2% mom dopo il -0.7% mom di marzo, in linea con il risultato delle vendite di auto nel mese (a 10.2 mln le domestiche e a 13.1 mln le totali). Su base tendenziale le vendite di auto registrano una crescita dell’11.0% dall’11.6% yoy di marzo.
Il rialzo più forte del report di aprile è stato registrato dalle vendite di Gasoline Stations, salite del 2.7% mom dopo il 4.1% mom di marzo, mentre il prezzo della benzina nel mese è salito mediamente del 6.6% mom nel mese.
Una crescita piuttosto debole viene dalle categorie di spesa più discrezionale nonostante il timing di Pasqua (caduta a fine aprile nel 2011), che hanno almeno in parte risentito del rincaro della benzina che ha lasciato minore reddito a disposizione per gli altri acquisti. Infatti, General Merchandise risulta in rialzo dello 0.1% mom, con un -0.2% mom nei Department Store. In correzione anche la voce Ristoranti, di -0.1% mom dopo il +1.0% mom di marzo.
Le categorie housing related mostrano risultati molto deboli. In particolare, la componente arredamento ha registrato una forte correzione di -1.1% mom dal 2.4% mom di marzo, mentre i Building Materials hanno messo a segno solo una modesta crescita dello 0.1% mom. In calo anche la componente Elettronica, del 2.2% mom dopo il +2.9% mom di marzo, e la componente di healthcare, scesa dello 0.3% mom dopo il +0.7% mom di marzo. Il Retail Control Group (Retail Sales ex auto ed ex building materials) risulta oggi in rialzo dello 0.6% mom dopo l’1.1% mom di marzo. Alla luce del dato odierno ci attendiamo un dato di Personal Spending ad aprile in rialzo dello 0.5% mom in termini nominali.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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