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Riassunto Monthly Economic Outlook Febbraio

– La Bce rimane focalizzata sulle misure straordinarie per evitare il credit crunch, ma non discute sui tassi…….


Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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E’ stato questo il principale esito della riunione di oggi in cui Draghi ha confermato che permangono dei rischi al ribasso sulla crescita mentre l’inflazione rimane sottocontrollo ed il credito al settore privato continua a rallentare. Per questo l’attenzione si sposta sulla seconda operazione di rifinanziamento a 3Y che la Bce terrà a fine febbraio. C’è una forte incertezza sull’ammontare che verrà richiesto. Ci sono infatti due fattori contrastanti da cui dipenderanno poi le richieste di funding. Da un lato infatti esiste un “rischio reputazionale”, ridimensionato però da Draghi, che potrebbe spingere gli istituti a limitare gli ammontari richiesti. Tale rischio è particolarmente sentito dopo che la BuBa ha dichiarato che non introdurrà le nuove regole discrezionali per il collaterale differenziandosi dalle altre Banche Centrali specialmente da quelle dei paesi periferici. Dall’alto però c’è la necessità di mantenere sostenuta la domanda di titoli di stato dei paesi periferici, soprattutto in asta. Il debito a scadenza solamente di Italia e Spagna sarà di oltre 500 Mld € nel 2012. A questo si aggiungono poi le esigenze di funding del sistema bancario dell’eurozona che nel 2012 avrà in scadenza quasi 900 Mld € e che potrebbe spingere gli istituti ad effettuare buyback del proprio debito. Qualora fossero le esigenze di funding a prevalere, come riteniamo probabile, la liquidità complessiva immessa nel sistema potrebbe abbondantemente superare i 1000 Mld €, un ammontare mai raggiunto prima neppure durante le operazioni straordinarie del 2009 con evidente impatto sui tassi sul monetario, che continueranno a scendere e si manterranno eccezionalmente bassi almeno per tutto il primo semestre 2012.

– Negli Usa la ripresa procede (+2,8% t/t annualizzato il Pil preliminare nel IV trim. 2011, grazie soprattutto al contributo delle scorte) ma ad un ritmo definito da Bernanke “vulnerabile” e “moderato”; nonostante i recenti segnali distensivi provenienti dal mercato del lavoro, la disoccupazione si mantiene elevata (all’8,3% a gennaio) e preoccupa il debito federale, sul cui contenimento il Congresso dovrà confrontarsi per tutto l’anno; consumi fragili ma inflazione in rallentamento e mercato immobiliare ancora instabile contribuiscono a delineare il quadro di un’economia che ha ancora bisogno del sostegno della Fed. L’Autorità ha rivisto al ribasso le previsioni sulla crescita USA (tra il 2,2% e il 2,7% nel 2012) annunciando tassi eccezionalmente bassi almeno fino alla fine del 2014 e rinnovando le attese di un nuovo quantitative easing. La Fed ha poi indicato il perseguimento di un obiettivo di inflazione nel medio periodo al 2% da ottenere contestualmente all’obiettivo di piena occupazione.

– In Area euro preoccupa la frenata della locomotiva tedesca che apre le porte ad una mild recession per l’Eurozona. Consumi in flessione, disoccupazione al 10,4% ed inflazione al di sopra del target Bce, contribuiscono a delineare il contesto; ciononostante gli indicatori anticipatori in leggero recupero a gennaio, inducono ad ipotizzare uno scenario produttivo meno severo del previsto, grazie anche alle recenti mosse adottate dai leader Ue per contenere la crisi del debito: i governi UE (ad eccezione di UK e Repubblica Ceca) hanno siglato il Fiscal Compact ed anticipato al prossimo luglio l’entrata in vigore del meccanismo permanente di salvataggio (Esm). Gli spread vs Bund dei periferici hanno così reagito, restringendosi, ma la situazione rimane incerta sebbene proprio oggi sia stato raggiunto un accordo tra la Grecia e la Troika sulle misure di austerità da adottare, accordo che porterà allo sblocco dei 130 Mld € di aiuti promessi, oltre ad un’intesa con i creditori privati. I dettagli del deal saranno resi noti nell’Ecofin di questa sera ma secondo le prime indiscrezioni i creditori avrebbero accettato un haircut sul debito ellenico del 70%. Rimangono comunque elementi di rischio: si teme per le finanze del Portogallo e persistono divergenze da parte dei vari governi sui “firewalls” da potenziare per risolvere la crisi; Francia ed Austria hanno perso la tripla A per mano di S&P’s e si attende la decisione dell’EBA sull’eventuale revisioni delle richieste di capitalizzazione per le banche europee.

– Recessione “praticamente” in atto per l’Italia evidenziata dal continuo deterioramento dei dati produttivi, da indicatori anticipatori al di sotto della soglia che segnala contrazione, disoccupazione record (all’8,9% a dicembre) e consumi deboli, complice un’inflazione che, dopo i recenti aumenti tariffari introdotti, stenta a raffreddarsi. Il FMI stima una flessione superiore al 2% per il Pil nel 2012, in scia agli effetti depressivi delle varie manovre correttive varate; ma i mercati danno credito all’operato del premier Monti che, messi in sicurezza i conti pubblici, si concentra sul rilancio economico attraverso liberalizzazioni, semplificazioni e un’imminente riforma del mercato del lavoro. Nonostante l’ennesimo downgrade da parte di un agenzia di rating (Fitch ha declassato l’Italia ad A- con outlook negativo) lo spread tra decennale italiano e tedesco, dai massimi di novembre, torna sotto i 350 punti.


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