Area euro
– Francia. L’indice di fiducia sintetico INSEE è schizzato di 4 punti a 97 (il dato di marzo è stato rivisto al ribasso a 93). L’indicatore è …..
ormai solo marginalmente al di sotto della media di lungo termine (100). Il rimbalzo è spiegato da un forte recupero degli ordini domestici e della produzione passata, che le imprese si aspettano continuerà nei prossimi tre mesi. Il dato è un segnale decisamente incoraggiante per la ripresa del manifatturiero in Francia e in Europa nei mesi primaverili dopo un inizio d’anno depresso da fattori climatici e dal rientro dell’eccesso di spesa legato agli incentivi auto.
– Il PMI composito è visto in ulteriore miglioramento ad aprile a 56,1 da un precedente 55,9, si tratterebbe del massimo dall’agosto 2007. Ci aspettiamo un miglioramento delle condizioni nel manifatturiero a 56,8 da 56,6 e un clima stabile nei servizi dopo il forte incremento a marzo a 54,1.
Stati Uniti
– Il PPI a marzo è previsto in aumento di 0,3% m/m; l’indice core dovrebbe aumentare di solo 0,1% m/m come a febbraio.
– Le vendite di case esistenti a marzo sono attese in aumento a 5,4 milioni di unità ann. L’indice delle compravendite è balzato dell’8,2% m/m a febbraio e dà indicazioni per un netto rimbalzo nelle vendite di case esistenti il mese successivo, alla luce dell’avvicinarsi della scadenza degli incentivi federali per l’acquisto di case.
Ieri sui mercati
L’incertezza sullo scenario fiscale greco ha continuato a dominare i mercati ieri. Si sono registrati ulteriori ampi rialzi dei rendimenti sui titoli greci su tutte le scadenze (10 anni a 8,09%, +20 pb dal 20/4, 2 anni a 7,8% da 7,3%, 30 anni a 7,29% da 7,2%; CDS in rialzo a 487,7 da 468,7 del giorno precedente), mentre hanno preso l’avvio i negoziati con rappresentanti europei e dell’IMF riguardo ai dettagli del prestito. I negoziati dovrebbero durare circa due settimane. Il Ministro delle Finanze greco ha detto che il Governo potrebbe richiedere l’attivazione del prestito anche prima della fine dei negoziati. In aumento anche i premi al rischio sugli altri periferici, con i CDS sul debito portoghese a 232, sulla Spagna a 159, sull’Italia a 131,7. I mercati azionari hanno registrato cali in Europa (-1% FTSE, -1,2% CAC 40, -1% FTSE MIB); gli indici azionari sono stati invece positivi negli USA, sostenuti da notizie societarie positive.
Area euro
Grecia – Il Ministro delle Finanze tedesco ha detto di attendersi una richiesta formale di assistenza finanziaria da parte della Grecia e che il contributo del FMI per il primo anno è previsto in 12 miliardi di euro. In Francia, il Ministro delle Finanze ha presentato una proposta di legge che stanzia per il 2010 fino a 3,9 miliardi, su un totale di 6,3 che rappresenta la quota del paese per il primo anno.
Regno Unito
Verbali Bank of England – I verbali dell’ultimo incontro di politica monetaria hanno mostrato una Bank of England che vuole mantenersi molto cauta nel valutare il significato dei dati recenti, complessivamente risultati piuttosto positivi. Il rischio era che la banca centrale stesse già iniziando a trarre conclusioni ottimistiche, con l’effetto che il mercato avrebbe potuto iniziare a scontare un avvio anticipato del ciclo di rialzi dei tassi – favorendo un ulteriore apprezzamento della sterlina, seppur solo di breve. Invece, dalla lettura delle minutes si coglie che la BoE prende atto di questi sviluppi positivi, ma li interpreta (**) come segnali che la ripresa sia effettivamente partita, (**) non come segnali che la ripresa sia effettivamente sostenibile e che i rischi verso il basso sulla crescita siano venuti meno.
Anzi, pur ripetendo che il downside potrebbe essersi ridotto – alla luce dell’evidenza recente – aggiunge una considerazione nuova: proprio di recente sarebbero emersi fattori nuovi che porrebbero dei rischi verso il basso sulla crescita. Per quanto riguarda l’inflazione sostanzialmente la view non è cambiata: c’è solo qualche leggera preoccupazione in più per i rischi verso l’alto. Ma questo era già emerso.
Al prossimo meeting BoE di lunedì 10 maggio il bank rate e i termini del programma APF dovrebbero restare invariati. E nell’Inflation Report che verrà pubblicato mercoledì 12 maggio potrebbe forse aversi una leggera revisione verso l’alto delle proiezioni di inflazione, ma più sul breve termine. Nel medio/lungo è possibile che venga mantenuta la proiezione centrale di calo sotto target. Forse anche la crescita potrebbe essere rivista verso l’alto, ma leggermente e solo nel breve.
Complessivamente dunque il mercato non dovrebbe reagire anticipando l’avvio del ciclo restrittivo, né la sterlina apprezzarsi subito e molto rispetto ai livelli correnti – che parrebbero un po’ sopravvalutati. Intanto comunque il prossimo dato importante da guardare è la prima stima del PIL del 1° trimestre in uscita domani: le attese sono per un +0,4% t/t, tanto quanto aveva fatto nel 4° trimestre del 2009.
Giappone
Una maggioranza di parlamentari del partito di maggioranza DPJ ha detto che includerà nell’agenda del programma elettorale una proposta di introduzione di obiettivo esplicito di inflazione (fra l’1 e il 2%). Nishimura (BoJ) ha detto che ci sono segnali di miglioramento dello scenario di deflazione, e che la BoJ è pronta a raffinare il proprio frame work di politica monetaria, anche se quello attuale per ora è “appropriato”. Secondo Nishimura, la banca centrale non ha pregiudizi su eventuali modifiche alla strategia, è aperta ad altre opzioni di policy e dovrebbe agire quando necessario.
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