Consumi statunitensi spingono le quotazioni: Con un incremento di circa il 20% da inizio anno i prezzi della Soia fanno registrare una delle migliori performance nel comparto delle materie prime. Grazie alle indicazioni arrivate…
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dalla domanda statunitense, le quotazioni di questa commodity al Chicago Board of Trade si attestano ai massimi dallo scorso luglio sopra quota 15 dollari per bushel. Secondo i dati elaborati dalla National Oilseed Processors Association (Nopa), a marzo negli Stati Uniti sono stati lavorati 153,8 milioni di bushel di Soia, l’8,6% in più rispetto a febbraio e il 12% al di sopra del corrispondente mese del 2013. La forza della domanda è destinata a ridurre ulteriormente le scorte a stelle e strisce che il Dipartimento dell’agricoltura (Usda) nel report pubblicato lo scorso 9 aprile stima a 135 milioni di bushel, 10 milioni in meno rispetto alla view precedente (141 milioni un anno fa).
Raccolto globale in forte crescita
Nonostante le crescenti richieste da parte dei consumatori statunitensi, il rally dei prezzi è minacciato dalle notizie in arrivo dalla Cina e dall’abbondanza dei raccolti. Dopo un incremento degli acquisti del 33% nel corso del primo trimestre, gli importatori del dragone nelle ultime settimane hanno respinto diversi carichi di Soia in scia del rallentamento dei consumi innescato da un’epidemia di infl uenza aviaria che ha diminuito l’impiego di questa commodity nell’alimentazione animale. Oltre a questo, c’è da segnalare un minore utilizzo di Soia nelle operazioni di credito alla luce della volontà dell’esecutivo di ridurre il fenomeno del “commodity fi nancing” (l’utilizzo di materie prime come collaterale per ottenere fondi e aggirare la stretta creditizia). Dal lato dell’offerta, l’Usda stima il raccolto 2013/14 a 284 milioni di tonnellate, sei punti
percentuali in più rispetto a un anno prima (+18,5% rispetto al 2011/12). In evidenza l’output del primo produttore e primo esportatore mondiale, gli Stati Uniti, che nella stagione corrente vedrà il raccolto attestarsi a 89,5 milioni (+8,3% a/a). All’interno del G-3, come vengono chiamati i primi tre esportatori mondiali di Soia, output in decisa crescita anche per Brasile (+6,7%) e Argentina (+9,5%). Segno più anche per la domanda che grazie a un rialzo del 4% si attesterà a 269 milioni di tonnellate. Nonostante i fattori congiunturali, l’incremento delle richieste dovrebbe essere ancora una volta guidato da Pechino, il primo consumatore mondiale di questa commodity, che secondo l’Usda registrerà un incremento della domanda del 4,5% annuo.
Prezzi stimati in arretramento
L’andamento dei prezzi, rileva l’Economist Intelligence Unit (Eiu), ha spinto gli agricoltori a incrementare la coltivazione di Soia nel 2013/14 e, con le quotazioni ancora a livelli attraenti, è attesa un’ulteriore espansione del raccolto. Nonostante consumi stimati in aumento del 5,6% annuo, la crescita della produzione si dovrebbe tradurre in maggiori scorte. Secondo le stime elaborate dagli analisti contattati da Bloomberg, nel terzo e nel quarto trimestre i prezzi medi scenderanno in quota 12,7 e 12,2 dollari. Trend ribassista destinato a continuare l’anno prossimo, quando nei primi sei mesi un bushel di Soia dovrebbe scendere sotto la soglia dei 12 dollari.
Fonte: RBS
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