Nonostante il settore del credito visibilmente bloccato, la BCE durante l’ultima conferenza stampa avvenuta a Francoforte lo scorso primo agosto, ha nuovamente confermato la guidance con tassi fermi …
allo 0,5% ancora per lungo tempo, con la promessa di portarli persino al di sotto, sospinta dai dati sull’inflazione le cui attese sono abbondantemente al di sotto del target del 2%, con una liquidità che resterà poi su livelli molto alti.
L’attuale contesto sembrerebbe continuare a giocare pertanto a sfavore dei bond a tasso variabile agganciati all’Euribor, il principale indice del mercato interbancario dell’area euro. Tuttavia, uno sguardo al paniere di bond RBS mostra come qualcosa si stia muovendo. In controtendenza con l’impianto teorico, assistiamo infatti ad un sorpasso dello yield annuo potenziale rispetto alle classiche obbligazioni a tasso fi sso di medesima scadenza, benchè queste ultime incorporino un rischio tassi maggiore. Procedendo per gradi, per prima analisi facciamo riferimento al corrente livello dell’Euribor trimestrale. A quota 0,227%, il tasso sembrerebbe proiettato verso l’area di 0,23 punti percentuali, che rappresenta il massimo dell’ultimo anno. A fronte di questa tendenza positiva, ciò che incide in maniera predominante sul calcolo del rendimento potenziale sono ovviamente i valori attesi dal mercato. La curva forward, in particolare, esprime i tassi di interesse futuri attesi, ovvero l’andamento futuro del tasso in oggetto stimato dal mercato. Come è possibile constatare dal grafico presente in pagina, la parte a lungo temine della curva, messa a confronto con le curve a 1 mese e a 6 mesi, ha in buona parte mantenuto il rialzo già osservato lo scorso mese osservando inoltre un innalzamento dei valori del tasso di riferimento forward anche nel medio termine rispetto alla rilevazione ad un mese.
L’incremento della proiezione futura dell’Euribor trimestrale, ha spinto conseguentemente al rialzo i rendimenti delle obbligazioni a Tasso Variabile ad esso collegate. In particolare, tra le sei obbligazioni appartenenti a questa tipologia, utili in ottica di portafoglio anche come diversifi cazione dal rischio tassi, in base al rendimento potenziale offerto alla scadenza si distinguono la Royal Ripresa (Isin NL0009294024) e la Royal Eonia (Isin NL0009288133).
Rispetto ai correnti livelli di prezzo, ovvero 93,38 euro per la prima e 95,71 euro per la seconda, tenuto conto della scadenza e del peculiare meccanismo di indicizzazione delle cedole, a fronte dell’inclinazione corrente della curva esprimono rispettivamente un rendimento potenziale annuo lordo del 3,603% e del 3,25%.In particolare, concentrandoci sulla Royal Ripresa, che si contraddistingue per una scadenza prevista per il 23 marzo 2020, il meccanismo di formulazione della cedola trimestrale prevede una cedola variabile agganciata al tasso Euribor trimestrale maggiorato di uno spread decrescente di anno in anno con un valore di partenza all’emissione pari al 2,5% per arrivare allo 0,25% della scadenza. Tenuto conto che il bond è stato emesso nel 2011, il corrente spread aggiuntivo risulta pertanto pari all’1,75%.
Questo meccanismo di indicizzazione torna decisamente utile nell’attuale contesto di mercato che vede associato ai correnti livelli dell’Euribor trimestrale, ancora storicamente ancorati ai minimi storici, uno scenario dove il tasso interbancario è visto gradualmente in crescita.
Fonte: RBS
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