EURODOLLARO

Sotto la lente: La corsa del dollar index

Nonostante si torni a parlare sempre con maggiore insistenza di un nuovo programma di QE, il ritrovato ottimismo sul fronte dell’economia interna spinge al rialzo il dollaro americano. Il sentiment degli operatori è ben sintetizzato dal ….

Dollar Index, il paniere che misura l ́andamento del “greenback” nei confronti di un basket di 6 valute (euro, yen, sterlina, franco svizzero, dollaro canadese e corona svedese), salito di circa il 5% negli ultimi cento giorni. La crescita del biglietto verde, per certi aspetti fisiologica, è stata peraltro accelerata dall’annuncio di un tasso di disoccupazione in aprile pari al 7,5%, ovvero i minimi dal 2008.
A controbilanciare tali effetti positivi è stata però ancora una volta la Fed. Al termine della riunione del primo maggio, il Comitato ha fatto sapere che potrebbe “aumentare o ridurre il ritmo dei suoi acquisti per adeguare le politiche accomodanti in base ai cambiamenti del mercato del lavoro o dell’inflazione” aprendo, per la prima volta, a un possibile incremento del piano di acquisto asset (attualmente fissato a 85 miliardi di dollari mensili). La Fed non ha però perso occasione per rimproverare i membri del Congresso, incapaci di trovare un accordo per evitare i tagli automatici alla spesa e quindi colpevoli di neutralizzare parte dell’effetto espansivo innescato dal “Quantitave Easing”.
Sul fronte valutario pertanto, nonostante il recupero messo in atto, le quotazioni del tasso di cambio tra euro e dollaro rimangono ancorate intorno ad area 1,30, tenendo fede alle attese del mercato forward, che battono le previsioni degli analisti che si attendono al contrario un indebolimento della divisa unica fino in area 1,26 per fine 2014.
Nonostante il sentiment possa rapidamente mutare in scia alle scelte della Federal Reserve, visti i livelli raggiunti dal cambio torna d’attualità il tema della diversificazione valutaria anche su divise core come il dollaro statunitense. In particolare, tra il vasto panorama di obbligazioni in valuta emesse da RBS Plc, si segnala la Royal Four% che grazie ad un discreto facciale, una durata di breve termine e una cedola distribuita su base trimestrale, si candida ad essere un valido strumento nell’ambito della diversifi cazione valutaria del portafoglio a fronte di un rischio contenuto, rispetto alla volatilità che storicamente caratterizza le valute high yield.
Scendendo ora nel dettaglio, l’obbligazione con scadenza prevista per il 7 maggio 2015, distribuisce cedole trimestrali posticipate al tasso fi sso del 4% su base annua, il cui ammontare è parametrato all’effettivo livello raggiunto dal tasso di cambio Eur/Usd. Dal momento che l’obbligazione emessa da RBS Plc è denominata in dollari, il rendimento a scadenza sarà marcatamente influenzato dalla dinamica del relativo tasso di cambio contro l’euro dei prossimi due anni. Infatti, nel caso in cui dovesse continuare l’apprezzamento della divisa statunitense nei confronti della moneta europea, lo yield to maturity della Royal Four% (Isin XS0502707853) beneficerà della performance negativa del cambio dal momento dell’acquisto. In caso contrario, il rendimento della fixed income sarà inferiore. A fronte di ciò si sottolinea pertanto come il profilo di rischio sia da ritenersi ovviamente più elevato rispetto ad una analoga obbligazione a tasso fisso.
Infatti, un eventuale rally dell’euro avrebbe conseguenze negative tanto sul rendimento cedolare quanto, in estremo, sul rimborso del Rischio cambio

Rischio tassi nominale a scadenza, sebbene il rendimento facciale, possa rappresentare un discreto cuscinetto di protezione contro i movimenti avversi. Al fine di comprendere meglio le potenzialità della Royal Four% si è provveduto ad effettuare una simulazione volta a quantificare l’effetto che l’evoluzione futura dell’Eur/Usd eserciterà sul rendimento dell’obbligazione a scadenza.
Ai tradizionali scenari positivo e negativo è stato affiancato uno scenario intermedio basato sulle attese future del tasso di cambio sottostante implicite nei contratti forward. L’analisi di scenario è stata condotta ipotizzando di acquistare il bond al prezzo attuale di 103,99 dollari.
Iniziando con lo scenario peggiore, nel caso in cui l’euro inneschi un deciso rimbalzo nell’ordine del 10% dai correnti 1,297 di quotazione contro il dollaro, l’obbligazione a scadenza produrrà una perdita di 1,79 punti percentuali su base annua. Diversamente qualora dovessero rimanere stabili le quotazioni dell’Eur/Usd fino alla naturale scadenza del bond, il rendimento lordo annuo sarà pari al 2,96%. Ancora, nel caso in cui si realizzasse lo scenario prospettato dagli analisti, che vedono un apprezzamento del dollaro fino a quota 1,26 per il prossimo biennio, il rendimento lordo annuo della Royal Four% sarà potenzialmente pari al 4,43%.
Infi ne, nello scenario più redditizio per l’investitore, con un euro in ribasso fino a 1,16 dollari, la fi xed income di RBS offrirà un rendimento dell’8,44% al lordo del prelievo fiscale.

Fonte: RBS

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