Nonostante i recenti ribassi dei mercati azionari, la cui entità ancora non è in grado di scalfi re i trend positivi dei principali indici , l’obbligazionario continua a soffrire di idee operative. Il comparto dei Titoli di Stato, in scia al ..
generale contesto di “risk on”, esprime spread di rendimento aggiuntivo rispetto al benchmark europeo, che continua a muoversi in leggera controtendenza, che forse non giustifica più i rischi impliciti cui l’investitore si espone anche dal punto di vista del rischio tassi.
Cambiando fronte, nonostante continui ad essere confermata la forward guidance della BCE in termini di politica monetaria, è ancora consigliabile in tal contesto guardare a obbligazioni con duration molto basse, cercando per quanto possibile, di battere i correnti rendimenti offerti dal mercato.
Comprensibilmente, poi, l’attuale scenario complica il procedimento di ottimizzazione delle strategie di asset allocation, soprattutto nell’ottica di una corretta gestione di posizioni in forte guadagno. Sebbene non esistano a tutt’oggi valide opportunità di switch, potrebbe però essere arrivato il momento iniziare a guardare al tasso variabile ed in modo particolare anche al comparto delle Infl ation Linked. Infatti, nonostante risulti forse ancora prematuro parlare di rischi sul fronte della protezione del potere d’acquisto, anche in scia allo spettro della defl azione, è pur vero che i target a medio termine continuano ad esprimere un’inflazione europea vicino al target del 2%. In modo particolare, facendo riferimento agli infl ation swap, l’infl azione attesa per il mercato europeo è data oltre quota 1% già a partire dal 2016 e vicino area 1,5% per il 2017.
Ovviamente, in considerazione sia dei bassi livelli attuali che dei correnti valori attesi, che risultano essere ancora piuttosto contenuti, le strutture obbligazionarie da prediligere sono quelle con floor ai rendimenti minimi oppure con spread aggiuntivi almeno superiori ai 150 punti base. Fatte queste premesse, nella vasta offerta di obbligazioni targate RBS Plc, tra i bond che potrebbero tornare utili in un contesto infl attivo e che, per la loro peculiare struttura, sono oggi in grado di garantire discreti ritorni in linea con i rendimenti di mercato, all’interno del comparto delle Infl ation linked si distingue la Royal 5,5 Infl azione ( Isin NL0009289339 ), con scadenza prevista per l’11 gennaio 2020. Dopo un periodo iniziale a cedole fisse, il bond è divenuto dall’inizio dello scorso gennaio uno classico Infl ation Linked le cui cedole sono agganciate alla variazione annuale dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo europei esclusa la componente tabacco (HICP Ex – Tobacco), maggiorato di uno spread dell’1,6%. Facendo riferimento ai tassi di infl azione attesi, che rappresentano alla relativa data di valutazione l’espressione delle aspettative del mercato circa l’andamento futuro dell’infl azione, per ogni data di rilevazione sono stati interpolati i livelli dell’indice di mercato dell’obbligazione, maggiorato dello spread previsto.
Ne deriva, pertanto, che in virtù del fl usso cedolare atteso e della attuale quotazione di 101,75 euro, il rendimento prospettato a scadenza ammonterebbe oggi al 2,68% annuo al lordo della ritenuta fiscale.
Sempre con riferimento all’inflazione europea, i 100,96 euro che caratterizzano la quotazione della RBS Inflazione ( Isin NL0009677947), con scadenza prevista un anno più tardi (27 febbraio 2021), a fronte di un’indicizzazione pari alla variazione dell’indice armonizzato dei prezzi al consumo europei esclusa la componente tabacco (HICP Ex – Tobacco), maggiorato di uno spread dell’1,5%, il rendimento potenziale attualmente si attesta al 3,04% lordo annuo.
Infi ne, per chi guarda con particolare interesse al mercato italiano, che oggi si distingue per un tasso di leggermente più basso rispetto a quello europeo, si segnala la Royal Inflazione Italia (Isin NL0009289339) il cui rendimento, a fronte di uno yield minimo lordo su base annua del 2,5%, è agganciato alla variazione del tasso di infl azione italiano calcolato dall’Istat.Anche in questo caso, tenuto conto sia della struttura a termine delle attese sull’Infl azione azione italiana, che il prezzo lettera del bond (100,91 euro), se ne ricava un corrente rendimento potenziale per l’obbligazione pari al 2,26% lordo annuo, tenuto conto di una scadenza fissata per il 3 settembre 2017. Come è facile intuire, quest’ultima proposta, per via del floor minimo ai rendimenti (2,5%), constatati i correnti livelli dell’infl azione sottostante, può ad oggi essere considerata a tutti gli effetti come un bond a tasso fisso, con un rischio tassi di mercato pertanto più marcato.
Fonte: RBS
Normal 0 14 MicrosoftInternetExplorer4
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



