Ritenute più sicure dell’euro durante la crisi che ha attanagliato i mercati per oltre un biennio, le valute nordiche offrono oggi il mutato sentiment che vede un ritorno del risk appetite per lo sgonfi arsi delle tensioni legate alla crisi dei debiti …
sovrani. Movimento che ha riportato i principali cambi contro l’euro sostanzialmente ad un saldo neutrale da inizio anno.In un mercato ormai privo di spunti operativi, con la corsa del tasso fi sso da un lato, in scia alla contrazione dei credit-spread, e il perdurare su livelli storicamente molto bassi dell’Euribor, il principale indice di mercato delle proposte a tasso variabile, sono pochi i temi in grado di tenere ancora banco. Tra tutti la diversifi cazione valutaria continua a rimanere una valida alternativa, constatando come anche per il 2014 gli analisti, nonostante i signifi cativi passi avanti fatti dall’Eurotower, continuino a suggerire una diversifi cazione dalla divisa unica non inferiore al 25%.
In termini di gestione di portafoglio, l’attuale fase di mercato induce pertanto a guardare con estremo interesse alle proposte in divisa estera, utili anche in termini di diversifi cazione dal rischio “sistemico” legato all’area Euro. Attenzione però a generalizzare. Se da un lato le proposte più attraenti sotto il profi lo del rendimento, sono legate alle valute emergenti, che di contro incorporano un maggiore “rischio Paese” con un’altrettanta elevata volatilità dei tassi di cambio sottostanti, dall’altra le svalutazioni competitive adottate dalle principali Banche Centrali mondiali potrebbero favorire uno scenario di apprezzamento della divisa unica.
Pertanto mai come oggi un attento studio delle emissioni proposte sul comparto valutario si rende utile per non incorrere nell’errore di sbagliare cavallo. Tra tutte, le valute “fl oride” rappresentano ormai da tempo un valido compromesso di diversifi cazione, con le economie interne che viaggiano da diversi anni a ritmo superiore rispetto all’Eurozona, con un rischio implicito molto più contenuto.
Sebbene tali valute provengano da un trend di apprezzamento che perdura da diversi anni, il ritorno sui livelli medi dell’ultimo anno, può rappresentare un valido punto d’ingresso per chi abbia necessità di diversifi cazione e allo stesso tempo di puntare a rendimenti superiori alla media di mercato, accettando però rischi aggiuntivi in conto capitale.
Prima di scendere nel dettaglio del vasto ventaglio di obbligazioni proposte dall’emittente RBS Plc, è bene ricordare come un qualunque investimento in valuta scoperta esponga l’investitore al rischio di un deprezzamento della divisa estera rispetto alla valuta domestica (l’euro). Pertanto essendo sia le cedole che il rimborso alla scadenza parametrati in divisa estera, un eventuale andamento avverso del tasso di cambio sottostante, potrebbe addirittura compromettere la protezione del capitale nominale a scadenza. Si comprende quindi come l’evoluzione dei tassi di cambio sottostanti rivesta un ruolo chiave nella riuscita dell’investimento, potendo di fatto influenzare anche in maniera significativa lo yield to maturity di ogni singola proposta.
Detto ciò, è quanto mai opportuno tornare a parlare della svalutazione competitiva, vero spauracchio delle emissioni in valuta estera. Anche nel Nord Europa, inevitabilmente si sta facendo spazio la possibilità che le autorità, in primis quella svedese, prendano presto posizione nella battaglia valutaria iniziata dal Giappone, Rischio cambio Rischio tassi
che ha sgonfiato i valori dello yen dando così fi ato all’economia interna.
Come successo anche in passato con la SBN svizzera, per i Paesi che vivono di export, un apprezzamento eccessivo della divisa può comportare signifi cative ripercussioni sul Pil interno. Preoccupazioni che in modo particolare hanno visto, durante la scorsa ottava, il Primo Ministro svedese Fredrik Reinfeldt sottolineare la necessità per il Paese di politiche atte a mantenere i tassi di interesse bassi e a limitare i danni che la forza della valuta locale causa all’export svedese, che contribuisce per oltre il 50% sul Pil. Scenario che, ragionevolmente, potrebbe causare un progressivo indebolimento della divisa.
Nonostante tale prospettiva, che tuttavia deve mettere in guardia gli investitori in ottica di gestione della posizione, il discreto facciale e una scadenza di breve-medio termine rendono le ultime proposte di RBS Plc in valuta scoperta arrivate sul mercato, particolarmente allettanti. Si tratta della RBS Corona norvegese ( Isin XS0762845393 ), RBS Corona svedese ( Isin XS0762845120 ), ed infi ne la RBS Corona danese ( Isin XS0762850393 ), tutte con scadenza prevista per il 23 luglio 2015.Guardando alla tabella presente in pagina, in base ai correnti prezzi esposti in lettera dal Market Maker, la RBS Corona norvegese esprime un rendimento in valuta, ovvero esclusi gli effetti (positivi o negativi) del tasso di cambio sottostante (Eur/Nok) del 2,03% lordo annuo, mentre la proposta agganciata alle sorti del cambio Eur/Sek, ovvero la corona svedese, tenuto conto dei correnti 102,57 sek esposti in lettera con un facciale del 3%, offre un rendimento potenziale lordo annuo dell’1,77%.
Infine, per il basso facciale connesso alla proposta in corone danesi, i correnti livelli di prezzo esprimono un rendimento teorico dello 0,25% lordo annuo.
Fonte: RBS
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