SQ: La Norges Bank si appresta a tagliare il tasso, riunione del FOMC

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La tanto attesa riunione del FOMC di giugno si svolgerà martedì e mercoledì e si concluderà il 17 giugno con una conferenza stampa della presidente della Fed Janet Yellen. Nei mesi scorsi, l’accelerazione dell’economia USA – nel …


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Analisi a cura di SwissQuote

quarto trimestre del 2014 il PIL era cresciuto del 2,2% t/t su base annua – aveva indotto i partecipanti al mercato a prevedere un primo rialzo del tasso a giugno. Le previsioni ora puntano a un rialzo del tasso a settembre, dopo la debolezza del primo trimestre del 2015. Ci aspettiamo che alla riunione di questa settimana la Fed ribadirà la sua fiducia nell’economia, visto che le forti vendite al dettaglio e il rapporto occupazionale positivo hanno rafforzato la sensazione che gli USA si trovino in una posizione molto più solida e che la debolezza invernale sia stata davvero temporanea. Inoltre, ci aspettiamo che la Fed ribadisca il suo impegno ad iniziare ad alzare i tassi non appena vedrà un ulteriore miglioramento del mercato del lavoro e sia ragionevolmente sicura che l’inflazione si appresti a tornare verso l’obiettivo del 2% nel medio termine.

Riteniamo, tuttavia, che la recente mancanza di forza dell’USD non sia dovuta solo all’attuale situazione in Grecia, ma anche alla mancanza di dati costantemente forti dagli USA. Prima di ricaricare i lunghi in USD, gli operatori vogliono, infatti, prove concrete sul fatto che gli USA siano di nuovo sulla strada giusta. I dati sull’IPC di giovedì saranno esaminati scrupolosamente perché una sorpresa al rialzo farebbe aumentare considerevolmente le probabilità di un rialzo del tasso a settembre.

Norges Bank: taglio del tasso in vista (di Yann Quelenn)

Giovedì prossimo la Norges Bank taglierà probabilmente il tasso di riferimento, attualmente pari all’1,25%, di 25 punti base. Un mese fa, la Norges Bank ha mantenuto i tassi fermi. Avevamo ipotizzato che i banchieri avessero deciso di prendersi un po’ di tempo per avere altri dati. Nel frattempo, PMI manifatturiero e produzione industriale di maggio hanno mostrato un calo. Inoltre, il PIL del primo trimestre ha deluso, attestandosi allo 0,2%, mentre la crescita del PIL nel quarto trimestre del 2014 era stata dello 0,9%. Come avevamo previsto, l’economia soffre ancora per il basso prezzo del petrolio e la probabilità di un taglio del tasso è aumentata. Il governatore Olsen ha dichiarato che, finché il Brent rimarrà sotto i 70 dollari al barile, l’economia norvegese sarà a rischio. Per il momento, l’ascesa del petrolio è stata temporanea e i prezzi dell’oro nero rimangono chiaramente intorno ai 60 dollari al barile, quindi prevediamo che la Norges Bank abbasserà i tassi dello 0,25%, nonostante le ulteriori pressioni inflazionistiche sui prezzi delle abitazioni. Infatti, i prezzi delle proprietà sono triplicati dalla metà degli anni Novanta. Il giorno prima della decisione della banca centrale, il ministro delle Finanze norvegese terrà una conferenza sulla strategia per il mercato immobiliare. La coppia USD/NOK non farà registrare un rally dopo la decisione sui tassi perché il taglio viene già messo in conto.

La banca centrale russa taglierà il tasso di 100 punti base (di Peter Rosenstreich)

Oggi ci sarà la riunione della banca centrale russa (BCR); come il mercato, prevediamo un taglio di 100 punti base all’11,50%. Questo taglio dà seguito all’impostazione accomodante della banca centrale, anche se si tratta di un ritmo più debole rispetto ai recenti tagli di 150 punti base. A maggio, la BCR era nel panico, intenta a prevenire l’inaspettata forza del RUB ed è ricorsa a tagli aggressivi del tasso e a pesanti acquisti giornalieri di USD. Tuttavia, per il momento a giugno il RUB ha invertito direzione e quindi la BCR è meno preoccupata per gli effetti negativi e sta addirittura saltando dei giorni negli interventi sul forex. Lo stato dell’economia russa continua a essere fragile. Pare che il rallentamento della crescita continuerà anche nel secondo trimestre e per il futuro gli aspetti positivi sono pochissimi. Aumenta il rischio di una recessione più marcata visto il calo della domanda dei consumatori, reso evidente dalla debolezza delle vendite al dettaglio, mentre continuano a calare le retribuzioni. A nostro avviso, la BCR vorrebbe tagliare i tassi a un ritmo più veloce (per combattere la crescita debole), ma non lo può fare a causa dell’inflazione elevata e della volatilità del rublo. Il crollo del RUB dell’anno scorso ha reso la BCR estremamente prudente rispetto ad azioni che potrebbero scuotere il mercato. Rimaniamo ribassisti sul RUB perché la valuta si trova ad affrontare sfide importanti. Le sanzioni occidentali, i bassi prezzi del petrolio, il contesto d’inflazione instabile e i rialzi del tasso della Fed (che rovesceranno la propensione degli investitori per gli investimenti russi), tutti questi fattori peseranno sul RUB.

Fonte: BONDWorld.it


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