In sintesi: Ci sono buone ragioni alla base dell’attuale divergenza tra Bank of England e FED…..
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James McCann, Economista UK/Europa sulla politica economica britannica
Innanzitutto il Regno Unito sta affrontando un’incertezza politica acuta a causa del referendum sulla Brexit. Questa incertezza ha già pesato sulla crescita e diventerebbe ancora più pesante in caso a vincere sia il “leave”.
In secondo luogo il Regno Unito sembra leggermente dietro gli Stati Uniti in termini di ciclo economico. È difficile determinare quanto sia ristagnante un’economia ma, a giudicare dai dati circa la pressione sui prezzi domestici, sembrerebbe che gli Usa stiano creando più inflazione.
Infine è probabilmente più difficile per la Gran Bretagna sganciare la propria politica monetaria dalla quella dell’Eurozona, che di fronte alle deboli pressioni inflazionistiche, prosegue con il quantitative easing.
Certo è che la politica britannica non è determinata solo da questioni interne. Tuttavia pensare che dipenda solo dalla politica monetaria USA è semplicistico e non permette di comprendere alcune delle forze globali che hanno contribuito ai bassi tassi d’interesse britannici. Queste includono i risparmi e i comportamenti finanziari a livello globale, un declino della crescita e della produzione internazionale e gli elevati livelli di debito in diverse nazioni.
Per spiegare la direzione dei tassi britannici è necessario osservare l’interazione tra queste forze, insieme allo sviluppo di domanda e offerta interne. Continuiamo ad aspettarci una mossa al rialzo da parte della BoE, anche se questo, molto probabilmente non accadrà prima del 2017.
Fonte: BONDWorld.it
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