Obbligazioni Internazionali: Nel primo trimestre, la situazione nei mercati obbligazionari globali si è ulteriormente normalizzata. In linea generale sembra che gli effetti della crisi finanziaria si stiano gradualmente…
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A cura di Enzo Puntillo, Head/CIO Fixed Income, Swiss & Global Asset Management
riassorbendo. Le svalutazioni azionarie si sono ridotte negli ultimi anni e le aspettative di un aumento dei tassi sono notevolmente aumentate. Anche il mercato statunitense risulta di nuovo interessante, soprattutto per le lunghe scadenze. Mentre gli interessi pluriennali, commisurati al tasso d’interesse quinquennale per i futures con scadenza a cinque anni, a inizio 2014 erano ancora al 4,6%, ora sono appena al di sopra del 4% e pertanto vicini alla crescita potenziale attesa dalla Federal Reserve. Al contrario, la parte centrale della curva dei tassi dei Treasury quinquennali infine ha sofferto, dopo che il presidente della Federal Reserve, Janet Yellen, ha annunciato con un’inconsueta precisione l’aumento del tasso di riferimento circa sei mesi dopo la cessazione del programma di acquisto di bond. Meno interessanti risultano anche le obbligazioni giapponesi, che stanno attualmente fornendo i rendimenti reali più bassi del mercato.
Le obbligazioni dei paesi emergenti seguono questo andamento con un certo ritardo. Il mancato arrivo della normalizzazione può essere ricondotto tuttavia a fattori d’influenza attuali, come il tapering in corso. Dal 2009 è defluito l’80/85% del capitale dei clienti retail. Dal punto di vista degli investitori, il mercato risulta ora molto più ordinato. Il segmento sta riacquistando interesse in considerazione del miglioramento dei dati fondamentali e di valutazioni più vantaggiose. L’Indonesia, ad esempio, nella scorsa settimana ha reso noto un surplus della bilancia commerciale e anche Brasile, Messico ed Europa Centrale riservano da qualche tempo piacevoli sorprese. Non da ultimo vanno menzionate le valutazioni relativamente vantaggiose delle monete, in modo particolare dei paesi più fragili. Gli investitori riscontrano attualmente valutazioni vantaggiose soprattutto nelle obbligazioni delle valute forti. Dal sopraggiungere della crisi finanziaria, questo segmento è risultato nettamente più costoso rispetto alle obbligazioni ad alto rendimento, nelle quali gli investitori potevano contare su spread più elevati di 700/800 punti base. Ora questo rapporto si è invertito.
Fonte: BONDWorld – Swiss & Global Asset Management
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