Swissquote: I mercati USA sono chiusi per la festività del Labor Day

L’ultimo rapporto sull’occupazione, pubblicato venerdì negli USA, non ha generato altro che una seduta accidentata sul mercato dei cambi. Le buste paga non agricole (NFP) sono risultate molto inferiori alle attese: nel mese di agosto si sono attestate a 173 mila unità, rispetto alle 217 mila unità previste. Le cifre riferite a luglio sono state invece riviste sostanzialmente al…


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rialzo, da 215 mila a 245 mila unità. Sul fronte delle notizie positive, il tasso di disoccupazione è sceso ai minimi dall’aprile del 2008 e il tasso di sottooccupazione è sceso al 10,3% rispetto al 10,4% del mese precedente. La pressione sulle retribuzioni è stata minima, le retribuzioni orarie medie sono cresciute dello 0,3% m/m rispetto allo 0,2% di luglio. Il rapporto ha deluso su tutta la linea perché non ha fornito delle indicazioni sulla prossima mossa della Fed, soprattutto perché si trattava dell’ultimo indicatore economico chiave a disposizione della Fed prima della riunione del FOMC del 16-17 settembre. Analizzando il movimento del prezzo dell’USD, non emerge un trend chiaro. L’EUR/USD si muove grossomodo sui livelli precedenti alla pubblicazione del dato NFP, intorno a 1,1130, leggermente sotto il livello a 1,1155 (61,8% di Fibonacci sul rally di luglio-agosto). L’indice del dollaro si è mosso lateralmente durante la seduta asiatica, intorno a 96,30.

In Asia, stamattina i mercati azionari regionali sono contrastati, perché gli operatori sono cauti dopo il dato NFP di venerdì. Dopo la chiusura per festività durata 4 giorni, le azioni della Cina continentale si muovono in territorio per lo più negativo, con il Composite di Shanghai a -1,67% e quello di Shenzhen in rialzo dello 0,33%, dopo che Pechino ha rivisto al ribasso il PIL del 2014, dal 7,4% al 7,3%. La debolezza cinese è relativamente circoscritta, le azioni giapponesi sono rimaste in territorio positivo: il Nikkei ha guadagnato lo 0,38% e il Topix lo 0,08%. L’Hang Seng di Hong Kong cede invece lo 0,41% e la borsa australiana, molto sensibile a ciò che avviene in Cina, perde lo 0,20%.

Sul mercato dei cambi, la coppia USD/JPY non è riuscita a sfondare il forte supporto a 118,33-90 (minimi di aprile e maggio), salendo leggermente durante la seduta asiatica. Dopo aver confermato con successo la violazione del supporto a 0,7016, l’AUD/USD si sta prendendo una pausa sopra 0,69. Riteniamo, però, che la svalutazione dell’AUD continuerà perché la crescita in Cina rimane fonte di grande preoccupazione, il prossimo obiettivo è il livello a quota 0,6778 USD.

In Europa, stamattina i futures sui listini azionari sono in territorio positivo nonostante i segnali contrastanti dall’Asia. Il DAX tedesco guadagna lo 0,78%, il CAC 40 lo 0,98%, l’SMI lo 0,78%, il Footsie lo 0,55% e l’Euro Stoxx 50 lo 0,85%. Sull’onda del rapporto sull’occupazione negli USA, la coppia USD/CHF stamattina sta salendo, in assenza di un trend ribassista.

Considerando che in calendario ci sono pochi appuntamenti e che i mercati USA sono chiusi per la festività del Labor Day, oggi non ci aspettiamo grandi movimenti. Gli operatori monitoreranno la produzione industriale in Norvegia (3,5% m/m mese precedente) e il saldo di bilancio in Svezia (0,3 mld a luglio); la BCE pubblicherà il dettaglio mensile e settimanale del programma di allentamento quantitativo.

Fonte: BONDWorld.it


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