L’ultima serie di dati, pubblicati ieri negli USA, è stata per lo più all’insegna della debolezza……
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In vista del dato sugli occupati escluso il settore agricolo (NFP), il sondaggio ADP ha mostrato che nel mese di agosto il settore privato ha creato 190 mila nuovi posti di lavoro, leggermente sotto i 200 mila previsti, ma in rialzo rispetto alle 177 mila unità del dato rivisto di luglio. Gli ordinativi alle fabbriche sono aumentati dello 0,4% m/m (dato destagionalizzato), meno dello 0,9% previsto e in calo rispetto all’incremento del 2,2% del dato rivisto riferito a giugno. Sempre ieri, il Beige Book della Fed ha segnalato che “gran parte dei distretti registra una crescita da modesta a moderata nella domanda di lavoro” e che “questo consolidamento del mercato del lavoro spingerebbe leggermente al rialzo le retribuzioni”. Nel complesso, stando al rapporto, nei mesi di luglio e agosto “l’attività economica ha continuato a espandersi in gran parte delle regioni e dei settori”. L’USD si rafforza contro le altre valute principali, soprattutto contro quelle a basso rendimento, come il franco svizzero, la corona danese, lo yen giapponese e l’euro. Ieri l’indice del dollaro è cresciuto dello 0,60% e al momento, in vista della seduta londinese, è in graduale calo.
In Cina, i mercati azionari sono chiusi perché si commemora l’anniversario della Seconda Guerra Mondiale. In Giappone, il Nikkei guadagna lo 0,48%, il più ampio indice Topix lo 0,61%. La reazione dell’USD/JPY al PMI Nikkei superiore alle attese è stata tiepida. Il PMI servizi di agosto si è attestato a 53,7 punti rispetto ai 51,2 previsti; il PMI composito è salito a 52,9 punti, a fronte dei 51,5 della previsione media. Il dollaro al momento passa di mano a 120,40 yen, l’inclinazione è positiva.
In Australia, a luglio il deficit commerciale è sceso a 2.460 milioni di AUD, più dei previsti 3.160 milioni, in rialzo anche rispetto al dato rivisto riferito a giugno, pari a 3.050 milioni di AUD. Ad agosto, le vendite al dettaglio sono calate dello 0,1% rispetto a luglio; i consumatori hanno tagliato le spese per i beni di uso domestico e per caffè e ristoranti. La borsa australiana ha pagato il conto, scendendo dell’1,44% a Sydney. La coppia AUD/USD ha perso un altro 0,70% sulla scia della notizia e sta acquisendo un momentum negativo. Dall’inizio del mese, l’AUD ha ceduto circa il 3,70% contro l’USD e non vediamo ragioni per cui il trend della valuta australiana cambi direzione, considerando che si susseguono le notizie negative.
Come da attese, la banca centrale del Brasile (BCB) ha lasciato inalterato il tasso Selic al 14,25%, il comitato di politica monetaria non ha modificato il comunicato della riunione di luglio. Nel frattempo, la produzione industriale di luglio si è contratta, per la sedicesima volta consecutiva, dell’8,9% a/a, molto più del -6,3% a/a previsto e del dato rivisto riferito al mese precedente (-2,8%). Il real brasiliano continua a scivolare, ieri ha perso un altro 1,60% contro l’USD e ora si sta dirigendo verso la prossima resistenza chiave che giace a quota 3,8225 (massimo dicembre 2002 !).
In Europa, i futures sui listini azionari stamattina si muovono in territorio positivo, con il Footsie a +0,55%, il DAX a +0,65%, il CAC a +0,79% e l’SMI a +0,44%.
Oggi gli operatori monitoreranno i PMI elaborati da Markit in Italia, Francia, Germania, Regno Unito ed Eurozona; le proiezioni macroeconomiche e il tasso d’interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali della BCE; le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, la bilancia commerciale, il PMI composito e servizi di Markit, l’indice ISM composito non-manifatturiero negli USA.
Fonte: BONDWorld.it
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