Swissquote: In attesa della Fed

Come riferito dai lanci d’agenzia, la Grecia si prepara ad avviare i negoziati per completare il nuovo pacchetto di salvataggio da 86 miliardi di euro. Ora che il parlamento greco ha approvato l’ultimo…

 


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pacchetto di riforme richieste dai creditori, si dovrebbe arrivare a un accordo nel giro di settimane. Non prevediamo grossi ostacoli nei negoziati e la Grecia otterrà i finanziamenti. È possibile che l’FMI rinvii la sua partecipazione al nuovo piano se non vi sarà un taglio del debito, ma prevediamo che alla fine anche il Fondo si allineerà. In un’ottica di breve termine, la mancanza d’incertezze farà sì che il mercato forex torni a concentrarsi su fondamentali e politica monetaria. Tuttavia, in prospettiva, ci aspettiamo che l’attuale soluzione (senza una significativa cancellazione del debito) sia fragile. Il sentiment negativo attorno alla Grecia si tradurrà in minori investimenti diretti, ulteriore elusione fiscale, resistenze nelle privatizzazioni e nell’incapacità di far fronte ai requisiti di severa austerità. Sono possibili anche incertezze politiche, perché il primo ministro greco Alexis Tsipras ha deluso le attese del cittadino greco medio.

La riunione del FOMC della prossima settimana non prevede proiezioni economiche o modifiche alla politica monetaria, sebbene la Fed si stia chiaramente orientando verso un rialzo dei tassi d’interesse. L’accelerazione del mercato immobiliare USA è un altro segnale della salute dell’economia USA, pronta a resistere al lento ciclo restrittivo programmato dalla Fed. Questa settimana, le vendite di case esistenti sono cresciute del 3,2% m/m (stima: 0,9%), a un ritmo annualizzato pari a 5,49 milioni di unità, il ritmo più veloce dal febbraio del 2007. Un aspetto incoraggiante riguarda gli acquisti della prima casa, componente importante della sorpresa al rialzo. Il dato arriva dopo una serie di cifre solide sul mercato immobiliare. La Fed, inoltre, nel suo ultimo libro beige, ha parlato di uno slancio positivo nelle attività immobiliari in gran parte dei 12 distretti analizzati. Per la Fed ciò significa che la ripresa dei dati macroeconomici, e in particolare il vigore del consumatore americano (messo in discussione dopo la debolezza dei recenti dati sulle vendite al dettaglio) è sul binario giusto. Di conseguenza, i rendimenti dei titoli del Tesoro USA a due anni hanno superato i 70 punti base, perché i mercati ritengono che si avvicini il “decollo” della Fed.

 

I dati positivi sull’edilizia residenziale dovrebbero tradursi in un PIL più forte nel secondo trimestre. I dati in uscita in questi giorni hanno compensato le cifre più deboli del previsto sui consumi del settore privato, in primis quelle riferite alle vendite al dettaglio. La stima preliminare sul PIL reale USA del secondo trimestre dovrebbe mostrare un’accelerazione al 2,9% t/t. A sostenere la causa di un rialzo a settembre ci sono anche i recenti rapporti sull’inflazione: l’IPC di fondo di giugno è salito all’1,8% dall’1,7% di maggio (avvicinandosi alla soglia del 2,0% fissata dalla Fed). Gli USA sono il paese più prossimo alla normalizzazione della politica e la divergenza fra le politiche delle banche centrali dovrebbe avvantaggiare ulteriormente l’USD. Inoltre, poiché il ciclo restrittivo della Fed è imprevedibile (ritardi nei rialzi successivi e forte dipendenza dai dati), la volatilità sul forex dovrebbe tornare a livelli più normali. 

Fonte: BONDWorld.it


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