La Banca Popolare di Cina (PBoC) non è rimasta a guardare a lungo. Per la quarta volta negli ultimi sette mesi, sabato la banca centrale cinese ha tagliato di 25 punti base il tasso sui prestiti a un anno, portandolo al 4,85% e ha ridotto d…
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i 25 punti base il tasso sui depositi a un anno, ora al 2%. Inoltre, la PBoC ha deciso di intervenire con dei tagli mirati, pari a 50 punti base, del coefficiente di riserva obbligatorio per le banche commerciali delle città e delle zone rurali non diffuse a livello nazionale e con un taglio del tasso di 300 punti base per le istituzioni non finanziarie. Il coefficiente di riserva obbligatorio per le banche principali rimane stabile al 18,50% (l’ultimo taglio di 100 punti base risale al 19 aprile). La PBoC continua ad allentare la sua politica monetaria, perché l’economia cinese sta crescendo al ritmo più debole dal primo trimestre del 2014. Stando alle ultime previsioni, non abbiamo ancora raggiunto il fondo, infatti la previsione media per il secondo trimestre del 2015 punta a una crescita del 6,8%. Prevediamo che la PBoC continuerà ad allentare la politica monetaria nel tentativo di ammortizzare il rallentamento dell’economia. Ciò nonostante, riteniamo che la banca centrale interverrà con altre misure mirate di allentamento per evitare che i mercati azionari vengano inondati eccessivamente da denaro a buon mercato.
Domani la Grecia non rimborserà l’FMI (di Yann Quelenn)
Nel fine-settimana si sono acuite le tensioni intorno ai negoziati fra la Grecia e l’Eurogruppo. L’intensità ha raggiunto l’apice quando, contro ogni pronostico, sabato sera Alexis Tsipras ha annunciato che il 5 luglio si terrà un referendum, in cui si chiederà ai greci se sono d’accordo con la proposta dei creditori. Il governo greco, che non è riuscito a raggiungere un accordo con i creditori, sta sicuramente tentando di ottenere il supporto della popolazione, nel caso probabile che la Grecia esca dall’Eurozona.
Ora è quasi certo che domani non sarà effettuato nessun pagamento all’FMI. Le crescenti incertezze sull’appartenenza della Grecia all’UE hanno fatto impennare i prelievi allo sportello. Negli ultimi due anni, durante i fine-settimana in media dal sistema greco venivano prelevati 30 milioni di euro. Questo fine-settimana ci sono stati prelievi per un valore superiore a un miliardo di euro. La scorsa settimana, la BCE ha annunciato il rinnovo del tetto alla liquidità d’emergenza (ELA) sugli stessi livelli. Tuttavia, quasi tutta la liquidità è già stata prelevata. Il governo greco si è quindi visto costretto a introdurre drastici controlli sui capitali (60 euro a persona e al giorno). Inoltre, fino al referendum del prossimo fine-settimana, le banche greche e la Borsa di Atene rimarranno chiuse. Vale comunque la pena aggiungere che, nell’eventualità molto remota di un accordo con Bruxelles, il referendum sarà cancellato.
Un’altra questione cruciale riguarda i credit default swaps (CDS). Verranno innescati i pagamenti dei CDS? L’esposizione delle banche europee è enorme e le agenzie di rating hanno dichiarato che non abbasseranno il rating della Grecia a D (default) nel caso di un mancato pagamento all’FMI. Si è detto che il fallito pagamento degli aiuti per il salvataggio non costituisce un vero e proprio default. Ci chiediamo che cosa succederà quando la Grecia non rimborserà il suo debito “core” alla BCE, il prossimo pagamento scade il 20 luglio. Alla luce di queste incertezze, siamo chiaramente ribassisti sui titoli della banca europea.
Il mercato sta passando alla modalità di avversione al rischio, passando dall’azionario ai titoli di Stato. Il rendimento dei decennali tedeschi è sceso allo 0,735%, cedendo 18,5 punti base, i listini azionari europei oggi si preparano invece a chiudere in profondo rosso. Inoltre, gli investitori si stanno liberando dei bond della periferia europea, facendo salire i rendimenti italiani e spagnoli. Crescono i timori di un contagio. L’EUR/USD si appresta chiaramente a scendere sotto 1,1000.
Fonte: BONDWorld.it
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