In Giappone, la BoJ ha mantenuto invariato il programma di acquisto di asset a 80 mila miliardi di yen all’anno, come pure la valutazione sull’economia, affermando che essa ha continuato a riprendersi moderatamente…
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Il Nikkei ha guadagnato, salendo a 20.174 punti, in rialzo dello 0,92%. Al momento l’USD/JPY testa la resistenza a 123,20. In un’ottica di medio termine, prevediamo che l’USD/JPY s’indebolirà ulteriormente alla luce dei dati economici deludenti dagli USA. I dati pubblicati ieri negli Stati Uniti sono stati contrastati. L’indice di Philadelphia sulle previsioni delle imprese a giugno è salito a 15,2 punti rispetto agli 8 punti previsti e ai 6,7 punti del rilevamento precedente. L’indice degli indicatori predittivi USA ha sorpreso i mercati al rialzo, facendo registrare un incremento dello 0,7% a maggio, dopo un aumento simile ad aprile. Per quanto riguarda le notizie negative, l’IPC di maggio si è attestato allo 0,4% m/m a fronte dello 0,5% previsto e l’IPC di fondo si è fermato allo 0,1% m/m – l’incremento più esiguo dell’anno in corso – a fronte dello 0,2% previsto. Secondo noi, i recenti sviluppi del trend inflazionistico suggeriscono che la Fed dovrà aumentare il tasso a un ritmo molto moderato. Inoltre, se negli USA non aumenterà il costo della vita, la Fed sarà costretta a posticipare l’avvio del ciclo restrittivo. Dopo i bruschi movimenti di ieri, l’EUR/USD si è mosso all’interno della fascia compresa fra 1,14 e 1,1350 a Tokyo. L’euro troverà supporto intorno a 1,1220 (61,8% di Fibonacci sulla svalutazione di maggio) mentre la resistenza più vicina staziona a 1,1467 (massimo del 15 maggio).
A Bruxelles, i funzionari dell’UE hanno convocato un vertice d’emergenza dopo il mancato accordo di giovedì fra la Grecia e i suoi creditori. Stamattina i future sui listini europei si sono stabilizzati, con il DAX a +0,18%, il CAC a -0,07%, il Footsie a -0,01% e l’SMI a +0,25%.
In Asia, le azioni della Cina continentale sono in una fase di correzione e oggi hanno ceduto un altro 4% perché gli investitori si chiedono se presto scoppierà la bolla dei mercati azionari. Il Composite di Shanghai cede il -3,97%, il suo omologo ad alto tasso di titoli tecnologici, il Composite di Shenzhen è in calo del -4,20%. In Australia, la borsa guadagna l’1,31% dopo il -1,21% della seduta precedente. L’AUD/USD non è riuscito a rimanere sopra il livello di supporto a 0,7814 (38,2% di Fibonacci sulle vendite di maggio-giugno). L’AUD è tornato nella fascia in atto da 4 settimane fra 0,76 e 0,78. Per la prossima settimana prevediamo che l’andamento dell’AUD/USD dipenderà soprattutto dal dollaro USA, visto che in calendario ci sono pochissimi appuntamenti economici.
Ieri, in Svizzera, si è svolta la riunione di politica monetaria di giugno della BNS e l’esito è stato per lo più in linea con le attese. La banca centrale ha mantenuto invariati la fascia obiettivo del Libor a 3 mesi fra l’1,25% e il -0,25% e l’interesse sui depositi a vista al -0,75%. La BNS non ha modificato neanche la regola sull’esenzione dall’interesse negativo. Per quanto riguarda i dati, la banca prevede che nel terzo trimestre del 2015l’inflazione raggiungerà i livelli minimi, attestandosi al -1,2%; le previsioni d’inflazione sono state riviste al rialzo per il periodo successivo: al -1% per il 2015 e al -0,4% per il 2016; nel 2017 dovrebbero ritornare in auge rilevamenti positivi. Sul fronte della politica monetaria, la BNS ha ripetuto che il franco svizzero è sopravvalutato e ha avvertito i mercati che non si esclude qualche intervento sul mercato dei cambi. Tuttavia, non crediamo che la BNS correrà il rischio di intervenire attivamene sul forex perché la banca avrebbe a che fare con giocatori più grandi, ovvero la BCE e il programma di allentamento quantitativo (QE).
Oggi non vi sono molti appuntamenti in calendario, segnaliamo solo alcuni dati economici in Canada (IPC, vendite al dettaglio) e l’indice IBGE sull’inflazione in Brasile. Le parole di William e Mester della Fed saranno ascoltate con grande attenzione dopo l’intervento accomodante di Yellen.
Fonte: BONDWorld.it
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