Il mercato obbligazionario prosegue il suo cammino su un campo minato, stretto nella morsa degli interrogativi che condizionano le scelte di politica monetaria, con la BCE che sarà presto costretta a seguire passivamente il percorso intrapreso da FED e BOJ, e conducono il sentiment verso una crescita generalizzata dei rendimenti. Guardando esclusivamente allo spread tra BTP/Bund, risulta evidente come già da qualche settimana sia i rendimenti italiani che quelli tedeschi stiano muovendo all’unisono al rialzo….
Se pertanto qualche segnale di debolezza viene avvertito anche dal comparto delle obbligazioni a tasso fi sso, in risposta agli aumenti dei rendimenti di mercato, constatato anche l’aumento della volatilità sul mercato dei cambi le idee operative cominciano ormai a scarseggiare.
Se l’infl azione ancora non galoppa, l’unica certezza è che l’Euribor, ovvero il benchmark del mercato interbancario, rimarrà ancora per diverso tempo appiattito sui suoi minimi storici. Se pertanto le classiche obbligazioni a tasso variabile, del tipo Euribor più spread, continuano a destare scarso appeal, sono invece le Inverse floater a catturare nuovamente l’interesse degli investitori.
Queste obbligazioni, emesse con frequenza nel periodo “tassi zero” del biennio 2009-2010, sono le uniche che hanno saputo sfruttare adeguatamente il contesto di mercato sul fronte tassi, visti i correnti prezzi di gran lunga sopra la pari, e oltretutto consentono oggi di avere accesso a rendimenti tendenzialmente più alti dei correnti benchmark.
E’ doveroso sottolineare a riguardo come il peculiare profi lo di indicizzazione delle cedole, renda le proposte particolarmente sensibili ai movimenti dei tassi di mercato, contraddistinguendosi di fatto per una duration molto elevata se confrontata con le classiche strutture a tasso fisso.
Fonte: RBS
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