DOLLARI

Tema Caldo: La caduta del dollaro al capolinea?

Per la sesta settimana consecutiva, il dollaro segna il passo nei confronti dell’euro,  in scia a un trend di deprezzamento che dallo scorso luglio ha prodotto una variazione di circa 10 figure….

Calcolatrice alla mano, dai minimi toccati a quota 1,28, in virtù dei correnti 1,38, il dollaro ha perso circa 8 punti percentuali in poco meno di un trimestre, infrangendo la resistenza che segnava i massimi degli ultimi due anni poco oltre area 1,36. Nonostante l’accordo last minute sul tetto del debito, che ha scongiurato il fallimento tecnico degli Stati Uniti, lo scenario si è progressivamente indebolito sul fronte del green-back nel momento in cui si è iniziato a parlare con molta più insistenza di uno scenario “no-taper”, ovvero del preventivato quanto progressivo stop al piano di quantitative easing a stelle e strisce che si sarebbe dovuto già attivare da tempo. Ecco pertanto che il prolungarsi della politica monetaria estremamente accomodante varata dalla FED continua ad imporre una svalutazione “cronica” sul dollaro, con il Dollar index, ovvero il valore del dollaro americano in relazione ad un paniere di valute straniere, che oggi si attesa a quota 79,14, sostanzialmente a contatto con i minimi dell’ultimo biennio.
Nel corrente quadro di politica monetaria, dove lo strumento del quantitative easing viene utilizzato molto frequentemente, manca all’appello la BCE che secondo alcune indiscrezioni confermate dallo stesso Presidente Draghi, sarebbe pronta a varare il terzo atto del programma LTRO. Un piano per aumentare la liquidità sui mercati soprattutto nel settore bancario, con particolare riferimento ai Periferici come Italia, Spagna e Portogallo.
I livelli raggiunti dal dollaro contro l’euro, secondo diversi analisti suggeriscono di iniziare a considerare sottovalutato il biglietto verde e di utilizzare l’investimento in valuta statunitense anche in ottica di correlazione negativa con il mercato azionario. In tal senso, guardando all’offerta di bond in valuta targati RBS Plc torna d’attualità la Royal Four% (Isin XS0502707853). Grazie ad un facciale del 4% annuo, unitamente ad una frequenza trimestrale delle cedole e alla scadenza di breve termine (7 maggio 2015), tale obbligazione si candida ad essere un valido strumento per posizionarsi sul dollaro americano per poterne sfruttarne eventuali apprezzamenti.
In base ai correnti 102,99 dollari esposti in lettera, il bond promette oggi un teorico rendimento a scadenza, a parità di tasso di cambio, del 2,04% annuo lordo.

Fonte: RBS

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