Tema Caldo: sulla cresta dello spread

Divenuto all’indomani dello scoppio della crisi dei debiti sovrani europei, l’indicatore di riferimento per testare lo stato di salute del Belpaese e più in generale dell’area dei Periferici, lo spread tra Btp e Bund è tornato nelle ultime settimane …

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Analisi a cura di RBS


stabilmente al di sotto dei 170 bp, lasciandosi ormai alle spalle i giorni bui dei presunti complotti ai danni dell’allora governo Berlusconi e dei picchi record superiori ai 500 bp. Un movimento progressivo e costante favorito dalla discesa dei rendimenti del decennale italiano – ora al 2,95% dagli oltre 7 punti percentuali del 2011 – e dal fi  siologico rialzo di quelli tedeschi in scia ai movimenti dei treasauries americani.
Operativamente, in tempi non sospetti avevamo più volte chiarito come in assenza di newsfl  ow negativi o particolari warning sul fronte dei Periferici, lo spread di rendimento sarebbe stato inevitabilmente destinato ad una lenta quanto progressiva stretta almeno verso i livelli medi dall’introduzione dell’euro, attualmente posizionati a quota 85 pb. Così è puntualmente accaduto e lo scenario oggi appare quanto mai incerto.
L’approssimarsi della stagione estiva, unitamente ai target pressoché raggiunti, con i minimi a quota 122 punti base che potrebbero rappresentare un valido supporto, potrebbero suggerire di valutare l’apertura di posizioni “contrarian”.
Per prendere posizione sul differenziale tra i Titoli di Stato decennali dei due Paesi, si segnala ancora l’opportunità di utilizzare i Mini Future su tassi d’interesse targati RBS Plc con sottostante Bund e BTP future. Per la loro duttilità, i Mini Future appartenenti alla categoria, si prestano a molteplici utilizzi in ambito di portafoglio, dall’hedge obbligazionario alla pura e semplice speculazione unidirezionale passando per lo spread trading.
Tornando allo spread BTP-Bund, per coloro che volessero mettere in atto una strategia volta a trarre profitto da un allargamento dello stesso, vista la relazione inversa tra prezzi e rendimenti, l’operazione da compiere implica la contestuale apertura di una posizione in acquisto sul Mini Short BTP e sul Mini Long Bund. Viceversa per puntare su un suo ulteriore restringimento. Da ricordare come per controllare un intero contratto future, caratterizzato da un nozionale da 100.000 euro, siano necessari 1.000 certifi  cati. Tale relazione diviene pertanto un punto di partenza per il calcolo dell’effettivo numero di certificati da dover acquistare qualora l’investitore, visto il forte movimento rialzista dei prezzi dei Titoli di Stato italiani lungo la scadenza decennale, volesse coprire la propria posizione effettuando un hedging di portafoglio volto al congelamento del rendimento, che può strutturarsi per tramite di un acquisto di un Mini Short BTP per un adeguato controvalore.

Fonte: BONDWorld.it

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