11 AMERICA

Trade Balance US di aprile

Il dato del Trade balance di aprile segna un restringimento più consistente delle attese del deficit commerciale US, a –43.680 bln da –46.824 bln di marzo (rivisto oggi da -48.179 bln originariamente rilevato), a causa di un rallentamento delle esportazioni meno forte di …


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Aletti Gestielle SGR – Francesca Panelli -Ufficio Studi


quello delle importazioni. Il dato odierno è sorprendente per quanto riguarda il calo registrato nelle importazioni se analizzato nel contesto del rincaro delle materie prime che, con l’oil che è cresciuto in media del 6.9% mom nel mese di aprile. Quest’ultimo, in particolare, ha avuto soprattutto l’effetto di ridurre le importazioni di petrolio e di cercare fonti energetiche alternative.
In termini reali vi è stato un restringimento più marcato. Infatti, il trade deficit in termini reali si è ristretto a -44.233 bln dal rivisto –49.655 bln USD di marzo.

Il dato reale di aprile apre quindi il secondo trimestre dell’anno in ampliamento di 6.2 bln USD rispetto alla media di Q1. A maggio e giugno ci aspettiamo un nuovo allargamento del trade deficit reale, in linea con la necessità di ripristinare le scorte e di sopperire alle mancate forniture dal Giappone delle settimane precedenti. Infatti, sembrano oramai risolti i problemi delle imprese giapponesi con la catena distributiva. Ci aspettiamo quindi un drag abbastanza consistente alla crescita da Net Export in Q2, per un GDP di Q2 che prevediamo fra 2.0% e 2.5%.

La correzione registrata oggi nella crescita delle importazioni (-0.4% mom da 4.2% mom di marzo) riflette una correzione in quasi tutte le componenti, compresa quella petrolifera. Infatti, le importazioni di petrolio risultano in rialzo dell’8.6% mom (-2.423 bln USD), nonostante il rialzo del prezzo del petrolio nel mese, mentre le importazioni di beni al netto del petrolio risultano in rialzo dello 0.7% mom. Il valore del petrolio importato è sceso nonostante il rialzo nel prezzo medio pagato per barile (103.18 USD contro gli 93.76 USD di marzo) grazie ad una contemporanea consistente riduzione della quantità importata (8.408 mln di barili al giorno a marzo contro i 9.520 mln di barili di marzo). Le importazioni di beni nel loro complesso sono scese dello 0.5% mom, mentre quelle di servizi sono salite dello 0.1% mom. Le importazioni risultano in rialzo nel settore dei beni capitale (1.4% mom), nonostante il forte calo della voce di Civilian Aircrafts (-14.3% mom da 32.4% mom). In calo anche la voce Computer Accessories (-0.6% mom da 1.2% mom), mentre risultano in rialzo le voci di Semiconduttori (6.5% mom da -6.6% mom) e Telecom Equipment (1.6% mom da 8.9% mom). In correzione consistente le importazioni di auto (-12.9% mom da +9.4% mom di marzo), risentendo l’impatto delle mancate forniture dal Giappone. A conferma di questo dato, il trade deficit degli US verso Giappone ha registrato un ampio restringimento ad aprile a -3.587 bln da -6.060 bln USD di marzo. Su base tendenziale le importazioni sono in modesto rallentamento oggi, in crescita del 15.9% y/y dal +16.0% yoy di marzo.

Il rialzo delle esportazioni (1.3% mom da 4.9% mom di marzo) riflette il rallentamento delle esportazioni di beni (1.6% m/m da 6.0% mom di marzo), imputabile soprattutto alla correzione della componente Auto, passata da +14.1% mom a -6.8% mom di marzo. Anche in questo caso è evidente l’impatto delle mancate forniture dal Giappone, che hanno ridotto la produzione di auto negli stabilimenti US e, di conseguenza, hanno rallentato le esportazioni. In accelerazione invece le importazioni di beni capitale (3.1% mom da 2.2% mom), nonostante la correzione delle esportazioni di Civilian Aircrafts (-0.3% m/m dopo il -7.6% mom di febbraio) e di Semiconduttori (-4.8% mom da -4.7% mom). In rialzo invece le esportazioni di Computer Accessories (1.9% mom da -0.4% mom e Telecom Equipment (6.9% mom da -2.4% mom). Su base tendenziale le esportazioni registrano oggi un’accelerazione, a 18.8% da 15.4% yoy di marzo.
Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato oggi un allargamento consistente, a -21.596 bln da -18.083 bln di marzo.


Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.

Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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