Il dato del Trade balance di dicembre segna un allargamento meno consistente delle attese del deficit commerciale US, a –40.583 bln da –38.316 bln di novembre (rivisto oggi da -38.309 bln originariamente rilevato), a causa di un’accelerazione delle …
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi
In termini reali vi è stato, invece, un allargamento meno consistente. Infatti, il trade deficit in termini reali si è allargato a -46.023 bln dal rivisto –45.168 bln USD di novembre (originariamente rilevato a -45.203 bln).
Con il dato odierno il rialzo nelle importazioni di petrolio deflazionate risulta inferiore rispetto a quanto assunto dal BEA nel calcolo del dato advance del GDP di Q4. Quindi, il già consistente contributo positivo di Net Export (+112.8 bln, contributo più forte dal 1980) potrebbe essere rivisto ulteriormente al rialzo con il dato preliminare del GDP.
L’accelerazione registrata oggi nella crescita delle importazioni (2.6% mom da 0.8% mom di novembre) è in linea con quanto implicato dal rialzo del prezzo del petrolio. Infatti, al netto della componente petrolio, le importazioni di beni salgono solamente dello 0.3% mom. Oggi le importazioni di petrolio sono in rialzo del 16.0% mom, in linea con il rialzo del prezzo del petrolio e con il contemporaneo rialzo nel numero di barili importati nel mese, a 282.577 mln dai 258.188 mln importati a novembre. Il petrolio importato a dicembre è stato mediamente pagato 79.78 USD al barile da 76.81 USD di novembre. Le importazioni di beni nel loro complesso sono salite del 3.1% mom, mentre quelle di servizi sono rimaste flat. Le importazioni risultano in calo nel settore dei beni capitale (-1.2% mom), nonostante il forte rialzo della voce di Civilian Aircrafts (83.3% mom da -30.3% mom). In rialzo anche Semiconduttori (0.6% mom da 7.9% mom), mentre risultano in calo Computer Accessories (-2.7% mom da 5.2% mom) e Telecom Equipment (-5.6% mom da 4.5% mom). In rialzo le importazioni di auto (0.8% mom da -2.2% mom di novembre). Su base tendenziale le importazioni sono in rallentamento oggi, in crescita del 12.8% y/y dal +13.9% yoy di novembre. Si tratta della crescita tendenziale più bassa da gennaio 2010.
Il rialzo delle esportazioni (+1.8% mom da 1.0% mom di novembre) riflette l’accelerazione delle esportazioni di beni (+2.5% m/m da 1.2% mom) e di beni capitale in particolare (+3.8% mom da 0.5% mom), nonostante il contributo negativo proveniente da Computer Accessories (-3.5% mom da 5.7% mom). In rialzo, invece, le voci di Civilian Aircrafts (6.1% m/m dopo il 17.2% mom di novembre), di Semiconduttori (1.5% mom da 5.9% mom) e Telecom Equipment (3.2% mom da 1.8% mom). Su base tendenziale le esportazioni registrano oggi un rallentamento, a 13.7% da 15.2% yoy di novembre, crescita tendenziale più bassa dell’anno 2010.
Il trade deficit con la Cina (non aggiustato per le stagionalità) ha registrato oggi un netto restringimento, a -20.682 bln da -25.634 bln di novembre. Questo restringimento è imputabile in parte alle cattive condizioni meteo nel mese in US che hanno limitato la consegna degli ordinativi ed in parte alla correzione delle importazioni US che ha caratterizzato tutto il Q4 dopo l’accelerazione straordinaria dei mesi precedenti. In allargamento marcato, invece, il deficit verso Paesi OPEC (a -8.308 da -6.971 bln), in linea con il rialzo registrato nel valore delle importazioni di petrolio.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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