UBP. L’aumento dell’inflazione e la contrazione della liquidità globale ostacoleranno le prospettive di crescita nel 2022. Di conseguenza, abbiamo rivisto le nostre proiezioni sulla regione asiatica.
A cura di Carlos Casanova, Senior Economist Asia, UBP
Su base ponderata per il PIL, prevediamo che l’Asia crescerà del 3,8% nel 2022, un livello inferiore rispetto al 6,2% del 2021 e al di sotto del 4,5% del pre-pandemia.
I mercati sviluppati guidati da Corea, Nuova Zelanda, Singapore e più recentemente dall’Australia hanno iniziato a impostare politiche monetarie più restrittive prima che la Federal Reserve aumentasse i tassi a marzo.
Al contrario, avevamo previsto che i Mercati Emergenti sarebbero rimasti in attesa il più a lungo possibile nel 2022, nel tentativo di sostenere la ripresa economica appena iniziata.
Da allora questa posizione è diventata insostenibile portando a rialzi dei tassi a sorpresa in India, Malesia e Filippine. Questo segna un punto di svolta cruciale per la regione, ma come siamo arrivati a questo punto?
In primo luogo, il conflitto in Ucraina ha innescato uno shock improvviso sui prezzi delle materie prime producendo effetti a catena su tutta l’economia globale, e l’Asia non fa eccezione.
Inoltre, la politica “zero-COVID” della Cina ha provocato interruzioni nella produzione e ritardi nelle spedizioni, a causa dei lockdown severi in diverse grandi città ad aprile e maggio. Queste interruzioni ostacoleranno il ritorno alla normalità delle catene globali del valore e nei prossimi mesi alimenteranno le pressioni inflazionistiche.
Su base ponderata per il PIL, riteniamo che i prezzi al consumo saliranno del 3,5% nel 2022, in rialzo rispetto al 2,9% di aprile e al di sopra della media decennale del 2,2%. La maggior parte di questo rialzo è riconducibile all’aumento dei prezzi dei generi alimentari e dell’energia.
Ci aspettiamo che per contrastare le pressioni inflazionistiche, tutte le principali economie asiatiche aumenteranno i tassi di almeno altri 50 punti base nel 2022. A esclusione di Cina e Giappone, dove le condizioni rimarranno accomodanti.
Fonte: BONDWorld.it
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