UBS Investor Sentiment: Gli investitori rimangono ottimisti, anche se cauti a causa dell’inflazione e del possibile aumento dei tassi
Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia
In un contesto di inflazione e rialzo dei tassi, gli investitori aspettano “l’opportunità giusta” per investire in settori come sanità e tecnologia, mentre gli imprenditori valutano più assunzioni e investimenti
Secondo l’ultima ricerca trimestrale sulla fiducia degli investitori condotta da UBS -leader mondiale nella gestione patrimoniale- l’inflazione e l’aumento dei tassi di interesse sono due delle principali preoccupazioni che affliggono gli investitori HNW in tutto il mondo.
La ricerca, frutto dell’intervista di 3.000 investitori e 1.200 imprenditori su 15 mercati a livello globale, ha evidenziato che l’aumento dei prezzi di beni, benzina ed energia ha destato preoccupazione negli nvestitori, molti dei quali credono che l’inflazione rimarrà elevata per oltre 12 mesi. Tuttavia nonostante il lieve calo dell’ottimismo economico, gli investitori sono ancora fiduciosi sul mercato azionario dei prossimi sei mesi e molti vedono questo periodo come un’opportunità per contrarre prestiti e modificare il portafoglio.
Due terzi degli investitori detengono più del 10% del proprio portafoglio in liquidità e di questi, quasi la metà dichiara di “aspettare l’opportunità giusta” per investire. Se poi scelgono effettivamente di investire, sei investitori su dieci reputano molto interessanti i settori della tecnologia (63%) e della sanità (59%).
“Si prevede che gli effetti del Covid-19 incideranno sul settore sanitario per diversi anni a venire e il mondo diventerà sempre più digitalizzato; gli investitori cercano dunque ulteriori opportunità in questi settori” ha affermato Iqbal Khan, Presidente di UBS Europa, Medio Oriente e Africa e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Tuttavia, considerati i livelli elevati dell’inflazione e i l’aumento dei tassi di interesse all’orizzonte, gli investitori attendono il momento giusto per mettere a frutto il loro denaro.”
Gli imprenditori rimangono fiduciosi sull’andamento delle proprie attività nei prossimi 12 mesi, nonostante ritengano ancora una fonte di preoccupazione il Covid-19, l’aumento dei costi dei materiali e i rialzi delle imposte sulle imprese. Il 40% degli imprenditori pensa anche di assumere e quasi la metà è interessata a investire di più nella propria attività. Inoltre, le imprese stanno cambiando i loro modelli operativi tradizionali per andare incontro alle richieste dei dipendenti. Il 69% percento delle aziende infatti offre maggiore flessibilità nell’orario di lavoro e il 67% più flessibilità sul luogo in cui i dipendenti possono lavorare.
“La pandemia e il conseguente aumento delle dimissioni hanno spinto gli imprenditori ad adattarsi all’attuale contesto e a guardare alla flessibilità sul posto di lavoro da un’altra prospettiva” ha dichiarato Tom Naratil, Presidente di UBS Americas e Co-Presidente di UBS Global Wealth Management. “Attraverso i nostri consulenti, siamo in grado di mettere a frutto gli approfondimenti dei nostri Chief Investment Office e Business Owners Client Segment per aiutare gli imprenditori a navigare in questi tempi di cambiamento.”
Paolo Federici, Market Head di UBS Global Wealth Management in Italia: “Nonostante i timori relativi all’inflazione in ripresa e ad una pandemia che ancora non ci siamo lasciati alle spalle, l’ottimismo della maggior parte degli investitori italiani sulla tenuta della nostra economia è alto. Oggi più che mai gli investitori sono interessati alla costruzione di un portafoglio sempre più diversificato e solido di fronte ai possibili cambiamenti del mercato. Questa propensione conferma ancora di più che la strada che abbiamo intrapreso in UBS GWM è quella giusta, infatti già da tempo offriamo soluzioni come i Private Markets e gli investimenti sostenibili, che non solo consentono di investire in settori vincenti come quello della transizione energetica, del tech e del healthcare, ma che danno vita ad un portafoglio a prova di futuro.”
Risultati regionali:
Stati Uniti
I timori sull’aumento delle tasse sono rimasti in secondo piano questo trimestre eclissati dai timori sull’inflazione, in particolar modo per quegli investitori che desiderano che il controllo dell’inflazione diventi una priorità dell’attuale amministrazione (82%). Gli investitori statunitensi pensano anche che l’inflazione continuerà per tutto il 2022 e la metà di essi teme una flessione del mercato. A fronte della volatilità del mercato, gli investitori statunitensi valutano di integrare azioni e coperture di portafoglio, mettendo a frutto la liquidità e contraendo prestiti prima dei potenziali aumenti dei tassi, sotto forma di mutui nuovi e rifinanziati o prestiti garantiti da titoli.
America Latina
In America Latina, l’ottimismo a breve termine si è attenuato rispetto al terzo trimestre 2021; 6 investitori su 10 (58%) si dicono infatti ottimisti sull’economia della regione, mentre il 59% si dichiara ottimista sulle prospettive a breve termine per i titoli della regione. Il calo dell’ottimismo ha influito anche sui programmi di investimento degli investitori. Il 52% prevede di investire di più nei prossimi sei mesi, in calo rispetto al 60% del terzo trimestre.
Europa (eccetto Svizzera)
L’ottimismo degli investitori europei è sceso di quasi 10 punti percentuali rispetto al terzo trimestre, con il 68% degli investitori europei che si dichiara ottimista sull’economia della regione nel breve termine. Anche l’ottimismo a breve termine sui titoli è sceso, con il 43% degli investitori che prevede di investire in misura maggiore nei prossimi sei mesi.
Svizzera
A differenza delle altre controparti europee, l’ottimismo degli investitori svizzeri è cresciuto rispetto allo scorso trimestre. Il 68% di essi si dichiara ottimista sull’economia a breve termine, con un aumento di 12 punti percentuali rispetto al terzo trimestre del 2021. Il 68% degli investitori svizzeri è ottimista sui titoli svizzeri, in rialzo rispetto al46% del terzo trimestre. Nonostante abbiano fiducia nel mercato, gli investitori rimangono prudenti a breve termine e solo 3 su 10 pensano di investire maggiormente nei prossimi sei mesi.
Asia-Pacifico
In Asia, l’ottimismo a breve termine sull’economia regionale si attesta al 63%, un dato analogo a quello del terzo trimestre 2021. Sei investitori asiatici su dieci (63%) rimangono ottimisti sulle previsioni a sei mesi per i titoli della regione e quasi quattro su dieci (38%) hanno in programma di investire maggiormente nei prossimi sei mesi.
Fonte: AdvisorWorld.it
Iscriviti alla Newsletter di Investment World.it



