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UBS WM : L’ennesima rivoluzione tecnologica

UBS WM : Se l’anno scorso il metaverso era al centro dell’attenzione del mercato e dei media, ora i riflettori sono puntati sull’intelligenza artificiale.

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Matteo Ramenghi, Chief Investment Officer UBS WM Italy, UBS Europe SE, Succursale Italia


Se l’anno scorso il metaverso era al centro dell’attenzione del mercato e dei media, ora i riflettori sono puntati sull’intelligenza artificiale. La principale evoluzione quest’anno è la diffusione di applicazioni generative, cioè con creazione autonoma di contenuti. Le più note sono ChatGPT, Bard e Midjourney.

Ci sono pochi dubbi che la diffusione dell’intelligenza artificiale migliorerà l’efficienza dei processi aziendali e l’esperienza dei consumatori. Sempre più attività potranno essere automatizzate e affinate per incontrare al meglio i desiderata dei clienti finali.

Le implicazioni in termini di crescita economica sono meno chiare e la definizione del prodotto interno lordo (PIL) non aiuta a farsi un’idea: per esempio, l’aumento del tempo libero non viene catturato. L’intelligenza artificiale potrebbe incrementare la produzione di servizi o contribuire a creare prodotti più sofisticati, quindi con risvolti positivi per il PIL. D’altra parte, potrebbe aumentare l’efficienza dei processi e ciò potrebbe portare, almeno inizialmente, a una diminuzione del PIL.

Infatti, come sempre in presenza di una rivoluzione tecnologica, si teme per la tenuta dell’occupazione per via dell’automazione di alcune fasi della produzione. Per esempio, l’introduzione della catena di montaggio da parte di Henry Ford nel 1913 ridusse i tempi di produzione di un’auto da 12 ore a un’ora, mentre l’introduzione dell’IBM System/360 portò all’informatizzazione del lavoro.

Nel passato questi timori si sono rivelati infondati. La temporanea riduzione dell’occupazione è stata poi compensata dalla maggior accessibilità di alcuni prodotti che ha guidato un aumento della domanda. La società e l’economia nel tempo riescono a cogliere i vantaggi degli avanzamenti tecnologici, mentre gli impatti negativi vengono mitigati con l’adattamento alla nuova realtà.

Se nel breve termine effettivamente ci potrebbe essere una perdita di posti di lavoro in attività che possono essere svolte tramite l’intelligenza artificiale o in modo più efficiente, a medio termine è altrettanto probabile che si creino nuove figure professionali, proprio come nelle precedenti rivoluzioni industriali. È stato stimato che circa il 10% delle posizioni lavorative alla fine di ognuno degli ultimi decenni non esisteva pochi anni prima.

Fonte: AdvisorWorld.it


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