Gli ordinativi di beni durevoli registrano a marzo il terzo dato di crescita consecutivo in termini congiunturali, salendo del 2.5% mom dopo lo 0.7% mom di febbraio (rivisto al rialzo dal -0.9% mom originariamente rilevato) e il +3.7% mom di gennaio. In termini tendenziali la crescita dei durable orders risulta in accelerazione….
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Aletti Gestielle SGR – Laura Cavallaro -Ufficio Studi

a 10.5% yoy da 8.0% yoy di febbraio. La componente Transportation nel suo complesso registra una crescita consistente a marzo, del 5.9% mom, grazie al contributo positivo sia della sottocomponente Civilian Aircrafts che di quella di Vehicles and parts.
Il dato degli ordinativi durevoli al netto della componente legata ai trasporti registra, quindi, a marzo una crescita meno forte, dell’1.3% mom. Il trend degli ordinativi ex-transportation rimane quindi positivo e dovremmo vedere nuovi rialzi nei prossimi mesi, grazie alla ripresa del settore industriale che sembra avere guadagnato vigore a inizio 2011, come mostrato dalle survey finora disponibili, anche grazie alla necessità di riaccumulo scorte dopo la forte liquidazione di Q4.
La voce di ordinativi di Civilian Aircrafts rappresenta solitamente il principale driver per la dinamica degli ordinativi complessivi in termini di valore assoluto, e anche il risultato di marzo conferma in buona parte questo trend. A marzo vi è stato un aumento nel numero di aerei ordinato alla Boeing (a 98 da 21 unità), con il valore da noi stimato in rialzo (a 12.3 bln da 4.7 bln). Nello stesso mese anche la componente aerei nel report dei Durables è risultata in rialzo, anche se solamente dello 0.9% mom. In rialzo più forte l’altra voce inclusa nella componente di Transportation, Motor vehicles & parts (3.7% mom, in modesta accelerazione dal 3.5% mom di febbraio)
A marzo si registrano risultati misti nelle voci ex Transportation: sono, infatti, in calo Computer & Electronics (-1.1% mom dopo -0.1% mom di febbraio) e Metalli fabbricati (-2.3% mom da 2.6% mom). In rialzo, invece, le voci di Macchinari (4.2% mom dopo il -0.1% mom di febbraio), Electrical equipment (3.1% mom da 2.0% mom) e Metalli primari (3.9% mom da 0.9% mom). Il breakdown per destinazione evidenzia un buon rimbalzo della spesa per difesa (+7.6% mom) dopo il -24.4% mom di febbraio. In rialzo anche gli ordinativi di beni capitale ex-defense, saliti a marzo del 3.2% mom (da 5.2% mom di febbraio). Gli unfilled orders sono saliti oggi dello 0.8% mom dopo il +0.7% mom di febbraio. Si tratta del terzo rialzo consecutivo e rappresenta un segnale positivo nel senso di un rimbalzo di questo tipo di domanda che aveva registrato una correzione a dicembre
Gli Shipments nel loro complesso segnano a marzo un rialzo dell’1.8% mom dopo il +0.2% mom di febbraio, mentre al netto della componente Transportation il rialzo risulta dell’1.4% mom. Per quanto riguarda la proxy degli investimenti in Equipment & Software, gli shipment di non defense capital goods ex aircrafts risultano a marzo in rialzo del 2.2% mom dopo lo 0.4% mom di febbraio. In tal modo, la media dei dati di Q1 risulta del 2.2% annualizzato superiore rispetto alla media di Q4. Gli ordinativi di beni durevoli contano per circa il 44% dei factory orders complessivi. Ipotizzando un rialzo della parte non durables in linea con la media dei dati degli ultimi mesi, gli ordinativi industriali nel loro complesso dovrebbero salire del 2.8% mom a marzo.
Disclaimer: La source dei dati è Bloomberg e/o Datastream. Il presente documento è destinato esclusivamente al soggetto destinatario ed ha quale unico scopo quello di illustrare dati e/o pensieri ritenuti degni di nota. Pertanto tale documento ha finalità esclusivamente informative, e non può essere in alcun modo inteso o interpretato quale offerta, invito, consiglio, suggerimento o indicazione di investimento. In nessun caso il presente documento può essere diffuso al pubblico senza preventiva autorizzazione da parte della SGR. Inoltre, anche se la SGR intraprende ogni ragionevole sforzo per ottenere informazioni da fonti ritenute affidabili, non assicura in alcun modo che le informazioni, i dati, le notizie, o le opinioni contenute nel materiale siano esatte, affidabili o complete. Inoltre, la SGR non può essere ritenuta responsabile dell’utilizzo che ne viene fatto.
Da seguire:
Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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