Raithatha Shaan Vanguard

Vanguard: BCE verso un tasso sui depositi neutrale per la fine del 2025

Vanguard – In sintesi: giovedì la Bce taglierà i tassi di riferimento di 25 punti base, dando così il via al proprio ciclo di allentamento monetario.

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A cura di Shaan Raithatha, Senior Investment Strategist di Vanguard


Per i tagli futuri prevediamo una cadenza trimestrale, portando il tasso sui depositi a livello neutrale (2-2,5%) entro la fine del 2025. I rischi sono però orientati verso un ritmo più lento, dato l’aumento dello slancio nell’inflazione dei servizi, nella crescita dei salari e nell’attività economica.

L’inizio del ciclo di allentamento della Bce nella riunione di giovedì è stato ampiamente anticipato dal Consiglio direttivo nelle ultime settimane. Ci si aspetta un taglio di 25 punti base per tutti e tre i principali tassi di policy: il tasso sui depositi, le operazioni di rifinanziamento marginale e il tasso di rifinanziamento principale. Al momento della stesura del presente documento, i mercati hanno pienamente prezzato questa ipotesi.

Il ritmo dell’allentamento successivo è però più incerto. L’indice Cpi di maggio ha sorpreso al rialzo, trainato dai servizi, mentre i prezzi di generi alimentari, energia e beni di prima necessità sono rimasti piuttosto stabili. Anche se siamo ancora in attesa dei dati puntuali, non sembra che gli effetti di base legati al periodo pasquale e all’introduzione del biglietto dei trasporti pubblici a basso costo in Germania l’anno scorso, possano spiegare tutta la sorpresa al rialzo. L’aumento dell’inflazione di base nei servizi, unito alla crescita dei salari e del Pil nel 1° trimestre, accresce il rischio che la BCE tagli i tassi a un ritmo più lento rispetto alla cadenza trimestrale attualmente prevista.

Detto questo, manteniamo la nostra previsione su tagli trimestrali in successione per tre motivi. In primo luogo, gli indicatori ad alta frequenza suggeriscono che la crescita dei salari subirà una significativa decelerazione nei prossimi mesi. Ciò è dimostrato dai “wage tracker” della Bce e di Indeed ed è un’opinione condivisa dai principali membri del Consiglio direttivo, tra cui Philip Lane (si veda la sua recente intervista al FT). Questo, unito ai recenti segnali di moderazione delle rilevazioni sui prezzi da parte della Commissione europea e degli indici Pmi, ci fa pensare che l’inflazione dei servizi dovrebbe presto iniziare a scendere. In secondo luogo, crediamo che, dato che l’inflazione è scesa considerevolmente negli ultimi mesi, la Bce possa giustificare un tasso di policy nominale più basso pur mantenendo lo stesso ammontare di misure restrittive reali. In terzo luogo, notiamo che anche i cosiddetti “falchi” del comitato segnalano l’aspettativa di tagli multipli dei tassi nel corso dell’anno. Ad esempio, il governatore olandese Klaas Knot ha segnalato che tre o quattro tagli nel 2024 sarebbero coerenti con la politica ottimale basata sulle proiezioni di marzo, mentre il governatore austriaco Holzmann ha appoggiato un taglio dei tassi giovedì e si aspetta un totale di due o tre tagli entro dicembre.

Se questa previsione fosse confermata, secondo la nostra valutazione (e quella della Bce) i tagli trimestrali di 25 punti base porterebbero il tasso sui depositi presso la banca centrale al livello neutrale (2-2,5%) entro la fine del 2025.

Fonte: BondWorld.it


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