Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
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occupati nel settore non agricolo sono aumentati solo di 69mila unità (vs consensus a 150mila). Ad aprile, migliora la spesa personale (0,3% m/m da 0,2%) mentre decelera il reddito personale (0,2% m/m da 0,4%). Il Pil, nel Q1, cresce dell’1,9% t/t annualizzato (dal 3% del trimestre precedente). Peggiora, a maggio, la fiducia dei consumatori (64,9 p.ti da 68,7). Segnali di stabilizzazione arrivano dal mercato immobiliare: ad aprile, crescono le vendite di case esistenti (14,7% a/a da 10,5%). In area Euro, a maggio, decelera l’inflazione (2,4% a/a da 2,6%) e si deteriora la fiducia dei consumatori (a -19,3 p.ti); resta sotto la soglia che segnala contrazione (50 p.ti) il Pmi manifatturiero (45 p.ti a maggio); ad aprile, ancora ai massimi il tasso di disoccupazione (11% come a marzo). In Germania, frena l’inflazione (1,9% a/a a maggio da 2,1%). Il tasso di disoccupazione di maggio scende al 6,7% (da 6,8%); flettono le vendite al dettaglio di aprile (-3,8% a/a da 3,2%). In Italia, rallenta, a maggio, l’inflazione (3,2% a/a da 3,3%) e peggiora la fiducia dei consumatori (86,2 p.ti da 89,1); nuovo record, ad aprile, per il tasso di disoccupazione, salito al 10,2% (da 10,1%). In lieve miglioramento il Pmi manifatturiero di maggio (44,8 p.ti da 43,8).
• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato in calo su tutta la curva con lo spread 2-10Y a 120pb. In area Euro, tassi tedeschi in ribasso soprattutto sul medio-lungo periodo con lo spread 2-10Y a 116pb. Sul monetario continua la discesa per l’Euribor a 3 mesi, che venerdì scorso fissava lo 0,665%.
• Valute: si deprezza l’Euro vs dollaro, forando in settimana la soglia di 1,24. Settimana di apprezzamento per lo yen vs Euro, ai minimi dal 2000, che vs dollaro.
• Materie prime: tra le commodities forte calo per le quotazioni del greggio con il petrolio WTI e il Brent scesi rispettivamente sotto 84$ e 100$ al barile; in rialzo l’oro che torna sopra i 1620$ l’oncia sulle speculazioni di un QE3 da parte della Fed.
• Borse: settimana di ribassi sia per i listini del vecchio continente che quelli USA. Male anche le piazze asiatiche mentre risultano misti gli emergenti. In Europa, pesanti ribassi soprattutto per le costruzione, l’auto e i materiali di base.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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