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Weekly Economic Outlook: In Area Euro, lo spread 2-10Y scende da 148 a 145 pb

• Economia reale: negli Usa la fiducia dei costruttori di luglio sale a 15 punti dai 13 precedenti, rimanendo ancora su bassi livelli. Nello stesso mese, torna positivo il Philadelphia Fed che da -7,7 sale a 3,2 punti. Le vendite di case

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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esistenti diminuiscono a giugno dello 0,8% m/m, con un allungamento dei tempi medi di invenduto; nello stesso mese, le aperture dei cantieri crescono del 14,6% m/m. In Area Euro il Pmi composito di luglio scende a 50,8 punti dai 53,3 precedenti, sui minimi da agosto 2009; il calo ha interessato sia la componente manifatturiera (a 50,4 punti dai 52 di giugno) che quella dei servizi (a 51,4 dai 53,7 precedenti). In Germania gli indici anticipatori di luglio puntano al ribasso: il Pmi manifatturiero scende a 52,1 punti dai 54,6 di giugno (ad aprile era 62); il Pmi servizi passa da 56,7 a 52,9 punti. In calo, anche se meno pronunciato, gli indici Ifo e Zew, fatta eccezione per la componente sulla situazione corrente di quest’ultimo che da 87,6 sale a 90,6 punti. In Italia, diminuiscono a maggio dello 0,6% a/a le vendite al dettaglio, mentre gli ordini industriali crescono del 13,6% a/a, grazie soprattutto alla componente estera.

• Tassi di interesse: negli Usa, tassi governativi in rialzo su tutta la curva, ed in particolar modo sulla parte a lunga; lo spread 2-10Y passa da 255 a 257 pb. In Area Euro, lo spread 2-10Y scende da 148 a 145 pb; con il rialzo dei tassi che ha interessato soprattutto il tratto a breve della curva. Sul monetario l’Euribor a 3M è salito venerdì all’1,611%, sui massimi da marzo 2009.

• Valute: settimana di apprezzamento dell’euro verso il dollaro; il cross €/$ da 1,411 si è portato fino a quota 1,44, in seguito alla reazione positiva del mercato al piano europeo per la Grecia. Euro in apprezzamento anche vs yen. Prosegue il deprezzamento del dollaro verso yen, sui minimi da marzo 2011.

• Materie prime: settimana mista per le principali commodities; i maggiori ribassi si sono registrati fra alcuni agricoli; in controtendenza lo zucchero. Nuovo record storico dell’oro che è salito oltre i 1600 $ l’oncia.

• Borse:
settimana di recupero per i listini azionari; i maggiori guadagni si sono registrati nel mercato italiano e spagnolo. Tra i settori, le migliori performance sono state quelle dei finanziari, delle utilities e delle telecomunicazioni. In calo invece il settore auto e chimico. In ribasso l’indice Nikkei; misti i mercati emergenti.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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