Economia reale: negli Usa, La spesa personale di marzo cresce dello 0,3% m/m in decelerazione dal precedente 0,9% m/m. Gli indicatori ISM mostrano un andamento divergente ad aprile, in particolare l’ISM manifatturiero sale a 54,8, mentre quello servizi evidenzia un rallentamento a 53,5 punti sui livelli di dicembre 2011. ….
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
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Sul mercato del lavoro ad aprile se da un sul lato la disoccupazione scende all’8,1%, dall’altro rallenta il ritmo di creazione di nuovi posti nel privato (sole 115.000 unità in più la scorsa settimana). Flessione congiunturale per gli ordini di fabbrica (-1,5% a marzo). In area Euro, il Cpi preliminare di aprile decelera al 2,6% a/a, dal 2,7% precedente. Meno negative del previsto le vendite al dettaglio che a marzo flettono dello 0,2% a/a, ma preoccupa la disoccupazione salita nello stesso mese al 10,9%. Disoccupazione che in Germania, ad aprile rimane stabile al 6,8%. In Italia, l’inflazione preliminare di aprile resta stabile sia a livello mensile che annuale, rispettivamente allo 0,5% e al 3,3%. I PMI di aprile confermano la recessione in atto, con l’indice manifatturiero in calo a 43,8 punti, sui livelli di ottobre’11 e l’indice servizi in calo a 42,3 sui livelli di giugno ’09. Nuovo record per la disoccupazione salita al 9,8% a marzo.
Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato stabili sul tratto breve della curva e in calo sul tratto a lunga, con lo spread 2-10Y in ribasso a 163 pb. In area Euro, tassi tedeschi in calo soprattutto sulla parte lunga, con lo spread 2-10 in calo a 150 pb. Nuovi minimi storici su tutta la curva medio-lunga governativa tedesca. Sul monetario continua la discesa dell’Euribor a 3 mesi, venerdì scorso fissato allo 0,693%. Giovedì nella consueta riunione della Bce, l’Autorità ha mantenuto i tassi invariati all’1% con Draghi che conferma l’attuale politica monetaria accomodante, e si sofferma sulla tematica del rilancio della crescita.
Valute: l’€ durante la settimana si deprezza verso $. In apprezzamento lo yen sia vs euro che vs dollaro, con la valuta nipponica che raggiunge supporti importanti.
Materie prime: settimana negativa per le principali commodity; i ribassi sono guidati dagli energetici e industriali. Il petrolio Wti torna sotto i 100$ al barile. In controtendenza il gas naturale.
Borse: Forti perdite per le borse mondiali; meno penalizzate le borse asiatiche. All’interno dello Stoxx 600 europeo vendite concentrate sui titoli del comparto auto, tecnologico e risorse di base. In controtendenza il settore healthcare e food&beverage.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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