18 AMERICA

Weekly Economic Outlook: negli Usa ancora debolezza sul mercato del lavoro

Economia reale: Economia reale: negli Usa, ad ottobre scende sia l’Ism manifatturiero (a 50,8 da 51,6), causa un marcato calo della componente prezzi pagati e scorte, sia l’Ism servizi (a 52,9 da 53). Ancora debolezza sul mercato del lavoro, con i posti di lavoro non agricoli creati che sono risultati lo scorso mese ben …

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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… inferiori alle attese, attestandosi ad 80.000 unità dalle 158.000 di settembre, nonostante il tasso di disoccupazione ad ottobre sia sceso al 9% dal 9,1%. In area Euro, il Cpi stimato ad ottobre si conferma al 3% a/a ed il Pmi manifatturiero continua a scendere per il sesto mese consecutivo (a 47,1 punti da 48,5 di settembre). In Germania, la disoccupazione ad ottobre è risalita al 7% dal 6,9%. Gli ordinativi industriali di settembre hanno evidenziato un deciso rallentamento avanzando del 2,4% a/a contro il +7,5% previsto. In Italia, il dato preliminare di ottobre ha evidenziato un rialzo ulteriore dei prezzi al consumo (Nic+tabacco) che salgono del 3,4% a/a dal 3%, sui massimi da tre anni. Il Pmi manifatturiero ad ottobre è sceso ai livelli minimi da giugno 2009 (43,3 punti da 48,3); in forte calo anche il dato relativo al Pmi servizi (43,9 da 45,8).

• Tassi di interesse: negli Usa tassi in ribasso su tutta la curva in particolare sul tratto a lunga; lo spread 2-10Y è sceso a 181 punti, con la Fed che ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0-0,25% mantenendosi disponibile ad ulteriori manovre. In area Euro la Bce ha tagliato a sorpresa il costo del denaro di 25pb, preoccupata per il manifestarsi di rischi recessivi; i tassi benchmark tedeschi sono scesi su tutta la curva con lo spread 2-10Y a 142 pb. Sul monetario l’Euribor 3M ha fissato venerdì l’1,488% dall’1,592% della scorsa settimana.

• Valute: euro in deciso deprezzamento contro $ condizionato dal possibile referendum sul nuovo piano di salvataggio greco e dopo un G20 inconcludente. Lo Yen scende vs $ dopo l’intervento sul mercato valutario da parte della BoJ.

• Materie prime: settimana di ribassi per i metalli industriali. Contrastati i preziosi. Tra gli energetici, in lieve progresso il Wti, mentre cala il gas naturale.

• Borse: settimana negativa per i principali listini mondiali, compresi i mercati emergenti. Ribassi marcati in Europa. All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i principali comparti hanno chiuso in calo, in particolare il settore bancario e auto.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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