18 AMERICA

Weekly Economic Outlook: negli Usa calano i tassi lungo tutta la curva

• Economia reale: negli Usa, rallentano le vendite al dettaglio di dicembre (+0,1% m/m da +0,4%; -0,2% m/m per quelle depurate dalla componente auto) e aumentano più delle attese le nuove richieste di sussidio nella scorsa …

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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settimana. Il dato preliminare di gennaio sulla fiducia dell’U.Michigan sale a 74 punti, ai massimi da maggio 2011. In area Euro, arretra la produzione industriale wda a novembre (- 0,3% a/a dal precedente 1%). In Germania, rimbalzano a novembre le esportazioni (+2,5% m/m da -2,9%) con allargamento del surplus della bilancia commerciale (a 16,2Mld € da 11,5Mld), tuttavia nello stesso mese la PI flette su base congiunturale (-0,6% da +0,8%); la frenata dell’economia tedesca è evidenziata anche dal dato sulla crescita annuale per il 2011 pari al 3%, che incorpora una flessione dello 0,25% t/t nel IV trimestre; l’inflazione di dicembre è confermata al 2,1% a/a. In Italia, il rapporto deficit/Pil nel III trimestre scende, nei primi 9 mesi dell’anno al 4,3%, mentre la PI stag. a novembre cala ancora (-4,1% a/a).

• Tassi di interesse: negli Usa calano i tassi lungo tutta la curva, così come lo spread 2-10Y (a 164pb da 170). In area Euro, andamento simile per i tassi tedeschi con lo spread 2-10y a 161 pb. Minimo storico per il tasso a 2 anni allo 0,134%. Sul monetario l’Euribor 3M fissa in calo venerdì scorso all’1,231%. Nella riunione mensile la Bce ha confermato tassi all’1%, evidenziando downside risks sulla crescita e rischi bilanciati sull’inflazione. La BoE ha mantenuto sia il costo del denaro, sia il piano di acquisti di asset, invariati (0,5% e £275Mld, rispettivamente).

• Valute: ancora deprezzamento per l’euro, che in settimana scende poco sopra quota 1,26 $. A pesare sulla valuta unica le indiscrezioni, poi confermate, del downgrade da parte di S&P di diversi stati dell’area-Euro (Francia ed Austria hanno perso la tripla A), che ha fatto passare in secondo piano il buon esito dei collocamenti effettuati da Italia e Spagna negli ultimi giorni. Euro ai minimi storici vs yen, mentre il dollaro/yen scambia ancora attorno a quota 77.

• Materie prime: settimana contrastata per le commodity; negativi gli energetici in scia la forte calo del gas naturale; vendite su mais e grano (su attese di un aumento delle scorte), bene invece il cacao. Positivi gli industriali nel loro
complesso; rialzo anche per i preziosi.

• Borse: i listini mondiali chiudono mediamente positivi, nonostante il calo dell’ultima seduta della settimana. In Europa in recupero il comparto bancario ed assicurativo.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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