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Weekly Economic Outlook: negli Usa in deciso calo i tassi sulla parte lunga della curva

• Economia reale: negli Usa, l’ISM manifatturiero di agosto è calato meno delle attese (a 50,6 punti, dai 50,9 punti precedenti), principalmente grazie al contributo delle scorte. Crescita occupazionale in stallo nel settore non agricolo ad

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli

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agosto: nessuna nuova assunzione e 3000 posti in meno nel settore manifatturiero; tasso di disoccupazione stabile al 9,1%. Sempre ad agosto, in marcato calo la fiducia dei consumatori, che scende a 44,5 punti dai 59,2 di luglio, registrando il livello minimo da aprile 2009. In Area Euro, negativo il dato sulla fiducia economica, che ritorna sotto la soglia dei 100 punti (98,3 ad agosto) dopo oltre un anno. Stabile al 2,5% a/a l’inflazione di agosto. In Germania, la disoccupazione (destag.) rimane stabile al 7% ad agosto, mentre rallenta lievemente il CPI preliminare nello stesso mese (al 2,3% a/a dal 2,4% precedente), in conseguenza di cali nei prezzi di cibo ed energia. Confermata al 2,7% a/a la crescita tedesca nel secondo trimestre dell’anno. In Italia, la disoccupazione di luglio rimane invariata all’8% in prima lettura, mentre il CPI (NIC+tabacco) preliminare di agosto sale al 2,8% a/a dal 2,7% precedente. Negative le vendite al dettaglio di giugno in calo dell’1,2% a/a dal -0,4% registrato a maggio.

• Tassi di interesse: negli Usa in deciso calo i tassi sulla parte lunga della curva; come conseguenza, si restringe lo spread da 200 a 179 pb. In Area Euro si riduce leggermente lo spread 2-10 rispetto alla scorsa settimana, con tassi in calo su tutta la curva. Sul monetario l’Euribor 3 M rimane invariato (a 1,54% ).

• Valute: l’euro risente delle turbolenze finanziarie legate all’acuirsi della crisi del debito in Europa, e si deprezza nei confronti del dollaro, con il cross €/$ a quota 1,42. Euro in calo vs franco svizzero e vs yen.

• Materie prime: settimana negativa per tutto il comparto agricolo, ad eccezione del caffè. Forti rialzi per i preziosi, con l’oro che torna appetibile come bene rifugio sulla scia delle rinnovate tensioni sui mercati finanziari. Cresce anche il prezzo del greggio.

• Borse: settimana in moderato progresso per i listini europei che hanno tuttavia subito una brusca battuta di arresto nella seduta di venerdì scorso. Sotto pressione il Dax, debole l’S&P500. In Europa ancora in sofferenza il comparto bancario.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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