• Economia reale: negli Usa sul fronte occupazionale le richieste continue di sussidi alla disoccupazione, all’8 gennaio, hanno raggiunto i livelli minimi da ottobre 2008, attestandosi a 3.861.000 da 3.887.000. A dicembre il Leading Indicator si è attestato all’1% m/m dall’1,1% precedente. In calo il ..
Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli
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Philadelphia Fed relativo al mese di gennaio, a 19,3 da 20,8. Sul fronte immobiliare, le vendite di case esistenti hanno registrato nel mese di dicembre una crescita del 12,3% m/m dal 6,1% precedente, mentre la fiducia dei costruttori di gennaio è rimasta invariata a 16 punti. In area Euro in lieve caIo la fiducia dei consumatori ad inizio anno, a -11,4 da -11. In Germania, l’indice Ifo di gennaio ha evidenziato nuovi massimi storici a 110,3 da 109,8. L’indice Zew nello stesso mese ha registrato un rialzo sia nella parte corrente (82,8 da 82,6), sia in quella prospettica (15,4 da 4,3), quest’ultima ai massimi da 6 mesi. In Italia gli ordinativi industriali di novembre sono rallentati al 9,6% a/a dal 12,4% precedente. In rallentamento nello stesso mese anche il fatturato, al 12,1% a/a dal 13,3%.
• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in rialzo sia sulla parte a breve sia su quella a lunga, con lo spread 2-10 anni che si è allargato a 279 pb da 275. Andamento analogo per i tassi in area Euro con lo spread 2-10 anni poco mosso rispetto ad una settimana fa, a 189 pb. Massimo da più di un anno per il tasso a due anni governativo tedesco. Sul monetario l’Euribor a 3 mesi ha chiuso la settimana attestandosi all’1,025%, in rialzo dall’1,006% della settimana precedente.
• Valute: seconda settimana consecutiva di apprezzamento dell’euro vs dollaro con il cross tornato intorno quota 1,36 per la prima volta dallo scorso novembre, grazie al venir meno delle tensioni in area euro. Yen in deprezzamento vs euro ed in lieve apprezzamento vs dollaro.
• Materie prime: settimana mista per le principali commodity. In forte rialzo gli agricoli guidati da cacao e cotone. In calo metalli industriali e preziosi.
• Borse: settimana positiva per gli indici europei; misti quelli statunitensi, in calo i listini asiatici e gli emergenti. In Europa il rialzo è stato guidato dal settore utility e bancario. Cali più marcati per settore tempo libero e materie prime.
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Area Euro
– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.
– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.
– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.
Stati Uniti
– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati
L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.
Area Euro
La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.
L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.
Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.
Stati Uniti
Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.
Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.
Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.
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