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Weekly Economic Outlook: settimana caratterizzata dall’apprezzamento dell’euro rispetto alle principali valute mondiali

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• Economia reale: negli Usa, l’ISM manifatturiero registra un leggero calo ad agosto, a 49,6 punti da 49,8; il dato è risultato inferiore anche alle aspettative degli analisti che prevedevano un ritorno in area 50 punti..

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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Mentre l’indice nel settore non manifatturiero, migliora nello stesso mese, a 53,7 punti dai 52,6 precedenti. Sul mercato del lavoro, il tasso di disoccupazione ad agosto è risultato inferiore al dato di luglio (all’8,1% dall’8,3%); in calo anche le richieste di sussidio di disoccupazione (a 365.000 unità la scorsa settimana da 377.000); ma, sempre ad agosto, i payrolls sono saliti molto meno delle attese degli analisti (a 96.000 unità vs un consensus fissato a 130.000). In Area Euro la seconda lettura del Pil del II trimestre evidenzia un calo su base tendenziale dello 0,5%. Il Pmi manifatturiero recupera leggermente ad agosto a 45,1 punti (da 44), mentre le vendite al dettaglio peggiorano a luglio (-1,7% a/a) rispetto al mese precedente (-0,9% a/a). In Germania, la produzione industriale di luglio è risultata in aumento su base congiunturale dell’1,3% dal -0,4% di giugno, grazie principalmente al contributo positivo del settore costruzioni, mentre il dato su base tendenziale scende dell’1,4% dallo 0,3% precedente. Migliora inaspettatamente il dato sull’export a luglio (+0,5% m/m) rispetto al mese predente (-1,4%). In Italia, il dato sul Pmi manifatturiero è risultato in calo per il quarto mese consecutivo ad agosto (a 43,6 punti da 44,3); è da un anno che il dato si conferma sotto quota 50. In leggero rialzo nello stesso mese (a 44 punti dai 43 precedenti), il PMI servizi,.

• Tassi di interesse: negli USA tassi in rialzo soprattutto sul tratto a lunga della curva, con lo spread 2-10 anni che rimane stabile a 142 pb. Andamento analogo per i rendimenti europei e sale in area Euro lo spread 2-10 anni a quota 149 pb da 137. Lo spread Italia-Germania scende sotto i 360 pb. dopo l’annuncio del piano di bond buying da parte della Bce, Autorità che lascia invece inalterato il costo del denaro. Sul monetario continua a flettere l’Euribor a tre mesi che venerdì fissava lo 0,265%.

• Valute: settimana caratterizzata dall’apprezzamento dell’euro rispetto alle principali valute mondiali; il cross €/$, oscilla in area 1,25-1,28, tornando sui massimi da maggio.

• Materie prime: settimana positiva i metalli industriali. Bene gli agricoli, in calo il gas naturale. L’oro torna a superare i 1700$ l’oncia.

• Borse: settimana positiva per le borse mondiali; in particolare guadagnano i listini italiani e spagnoli. Performance meno entusiasmanti per i listini asiatici.


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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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