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Weekly Economic Outlook: Sul monetario l’Euribor a 3M è salito ai massimi


• Economia reale: negli Usa, il Pil nel primo trimestre del 2011 si mostra in rallentamento avanzando dell’1,8% t/t annualizzato rispetto al +3,1% del trimestre precedente, causa il calo della spesa governativa. In rialzo gli ordini dei beni durevoli che a marzo salgono del 2,5% m/m rispetto allo 0,7%…

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena
Autori Pubblicazione: Lucia Lorenzoni – Nicola Zambli


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di febbraio. Cresce la fiducia dei consumatori nel mese di aprile (65,4 punti contro i 63,8 di marzo). In Area Euro sale l’inflazione stimata ad aprile (+2,8% a/a contro il 2,6% a/a di marzo). In decelerazione gli ordinativi industriali di febbraio, al 21,3% a/a rispetto al 21,9% di gennaio. In Germania la disoccupazione di aprile è risultato stabile sui minimi di sempre al 7,1%. In aumento invece la lettura preliminare del CPI di aprile, salito al 2,4% dal 2,1% precedente. In Italia i dati preliminari indicano un lieve rialzo della disoccupazione di marzo (8,3% rispetto all’8,2% di febbraio); in aumento anche l’inflazione ad aprile del 2,6% a/a contro il 2,5% di marzo.

• Tassi di interesse: negli Usa tassi di mercato governativi in calo soprattutto sulla parte lunga della curva, con lo spread 2-10Y che si è ristretto a 269 bp dai 274 precedenti. Anche in Area Euro lo spread 2-10Y si è ridotto, passando da 150 a 147 bp, con il 2Y in leggerissimo aumento. Sul monetario l’Euribor a 3M è salito ai massimi da quasi due anni portandosi venerdì all’1,385%. Nell’ultima riunione la Fed ha lasciato invariato il Fed fund rate nel range 0-0,25%.

• Valute:
settimana di apprezzamento dell’euro nei confronti del dollaro con il cross che ha superato l’1,485, sui massimi da dicembre 2009. Yen in apprezzamento contro dollaro e in deprezzamento contro euro. Nuovi massimi del franco svizzero che si è portato sopra quota 0,78 contro euro. Massimo da 17 anni dello yuan cinese verso il biglietto verde.

• Materie prime: settimana positiva per le principali materie prime, tranne alcune eccezioni. Le migliori performance sono state registrate da cacao e argento; le peggiori da zucchero e cotone. Il Brent si mantiene ancora sopra i 123 $ al barile. Nuovo record dell’oro intorno quota 1557 $/oncia.

• Borse: settimana positiva per i principali listini mondiali. In Europa la migliore performance è stata quella del settore auto, chimico e assicurativo. Negativo invece il comparto tecnologico e delle materie prime. In rialzo l’indice Nikkei.


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Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%. L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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