Weekly Economic Outlook: Tassi di interesse: negli USA tassi in calo soprattutto sul tratto a lunga della curva

• Economia reale: negli Usa, in forte calo la fiducia dei consumatori ad agosto a causa del ridimensionamento della componente prospettica;..

Fonte: Area Pianificazione Strategica, Research& IR – Monte dei Paschi di Siena


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il dato si è attestato a 60,6 punti (da 65,4) livello minimo dallo scorso novembre. Sul fronte immobiliare segnali positivi sono giunti sia dall’indice S&P Case Shiller, che a giugno ha registrato la prima variazione positiva (+0,5% a/a) da settembre del 2010, sia dalle vendite di case in corso di luglio (+15% a/a da +8,4%). Deludono invece le richieste di sussidio di disoccupazione che rimangono invariate a 374.000 unità la scorsa settimana. La seconda lettura del Pil del II trimestre ha visto una revisione al rialzo del dato all’1,7% t/t annualizzato dall’1,5% precedentemente stimato, grazie ad una revisione migliorativa del contributo di spesa personale ed esportazioni nette che hanno più che compensato la rettifica al ribasso delle scorte. Dal punto di vista produttivo gli ordini di fabbrica recuperano più del previsto a luglio (+2,8% m/m) mentre il Pmi Chicago arretra ad agosto a 53 punti. In area Euro l’inflazione preliminare di agosto sale al 2,6% a/a dal 2,4%. Nello stesso mese continua ad arretrare la fiducia dei consumatori che tocca i minimi da agosto 2009 (-24,6 punti). In Germania, l’indice Ifo ad agosto ha registrato un calo che ha interessato sia la componente prospettica (94,2 punti da 95,5) sia quella corrente (111,2 punti da 111,5). Nello stesso mese l’inflazione torna al 2% a/a dall’1,7% precedente. Negative le vendite al dettaglio che a luglio sono scese dell’1% a/a dal +3,7% precedente. In Italia, il tasso di disoccupazione a luglio si conferma al massimo storico del 10,7%. In lieve accelerazione l’inflazione ad agosto (3,2% a/a da 3,1%) sulla scia soprattutto dell’impennata dei prezzi delle benzine.

• Tassi di interesse: negli USA tassi in calo soprattutto sul tratto a lunga della curva con lo spread 2-10 anni calato a 133 pb da 142. Sostanzialmente stabile in area Euro lo spread 2-10 anni a quota 137 pb. Spread Italia-Germania in rialzo a 450 pb. Sul monetario continua a flettere l’Euribor a tre mesi che venerdì fissava lo 0,278%.

• Valute: settimana caratterizzata dall’apprezzamento dell’euro rispetto alle principali valute mondiali, soprattutto contro dollaro; il cross €/$, oscilla in area 1,25-1,26, raggiungendo nuovi massi da inizio luglio.

• Materie prime: settimana caratterizzata dal calo dei metalli industriali; da segnalare il minimo raggiunto dal ferro, le cui quotazioni sono le più basse da tre anni, complice il calo della domanda cinese. Bene gli agricoli ed il gas naturale.

• Borse: settimana negativa per le borse asiatiche con l’indice di borsa cinese ai minimi da tre anni. Bene i listini italiani e spagnoli. Poco mossi gli altri.


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 Da seguire:

Area Euro

– Italia. La fiducia delle imprese potrebbe aumentare ulteriormente a maggio fino a quota 86 dopo la salita a 85,5 di aprile. Prosegue dunque il trend di recupero iniziato oltre un anno fa, che ha riportato l’indice dell’ISAE ai livelli di metà 2008. Dopo una fase in cui il miglioramento del morale era trainato da scorte e attese sulla produzione, già dal mese scorso potrebbe essere iniziata una fase di miglioramento più “genuino” perché basato su un aumento degli ordini correnti; dovrebbe confermarsi il maggior dinamismo degli ordinativi dall’estero rispetto a quelli domestici.

– Germania. I dati dai Laender dovrebbero mostrare una crescita dei prezzi al consumo a maggio di 0,2% m/m. I rischi sulla previsione sono verso il basso. L’inflazione annua è vista salire all’1,3% dall’1% del mese scorso, sia secondo l’indice nazionale che secondo la misura armonizzata. Le pressioni inflazionistiche restano comunque confinate al settore energia (con qualche rischio in più derivante dall’andamento del cambio), mentre l’inflazione core rimane ampliamente sotto controllo.

– Aste – L’Italia colloca da 0.75 a 1,5 miliardi di due indicizzati all’inflazione, il BTPei 2,1% 09/2017 e il BTPei 2,55% 09/2041.

Stati Uniti

– La seconda stima del PIL del 1° trimestre dovrebbe vedere una modesta revisione verso l’alto a 3,5% t/t ann., da 3,2% t/t ann., con un contributo più elevato di consumi ed esportazioni nette.
Ieri sui mercati

L’asta di BOT semestrali ha visto l’intero ammontare collocato a un rendimento medio di 1,327%, contro lo 0,814% della precedente operazione; la domanda è stata di 1,66 volte l’offerta. Collocati anche i 2,5 miliardi di CTZ con scadenza 30.11.2012 a un rendimento di 2,051%, con domanda pari a 1,9 volte l’offerta. Anche il Portogallo ha collocato tutto il miliardo di obbligazioni con scadenza 15.10.2015, pur con rendimento in salita dal 3,498% al 3,701%; la domanda è stata di 1,8 volte l’offerta. Il calo dei rendimenti ha invece penalizzato il collocamento di BOBL 2,25% 2015, che ha visto una copertura di appena 1,1 volte con ben 1,55 miliardi trattenuti dalla Bundesbank. Sui mercati valutari l’euro ha sfiorato 1,2155, ma nelle ultime ore è rimbalzato fino a 1,23; il parziale rientro dell’avversione al rischio ha sostenuto la sterlina contro il dollaro e riportato quest’ultimo sopra quota 90 contro yen. Rimbalzo correttivo per i rendimenti su Bund e UST, ma senza sollievo per gli spread dei periferici europei.

Area Euro

La Commissione Europea ha diffuso la sua proposta per l’imposizione di un’imposta sulle banche, finalizzata alla costituzione di una rete di fondi di garanzia dedicati, per gestire la liquidazione delle aziende di credito in difficoltà senza oneri per i contribuenti.

L’asta straordinaria BCE ha visto il collocamento di fondi per 12 mld di EUR a tre mesi ad un tasso fisso dell’1,0%.  L’ammontare è circa il triplo di quello allocato all’asta del 28 aprile. Il numero dei partecipanti, sempre modesto, è salito a 35 da 24.

Le vendite al dettaglio francesi sono calate dell’1,2% m/m in aprile, ben più delle previsioni. Il crollo delle vendite di auto (-9,5% m/m) e la forte contrazione della spesa per beni durevoli (-4,4% m/m) spiegano la variazione mensile negativa.

Stati Uniti

Gli ordinativi di beni durevoli sono cresciuti del 2,9% m/m grazie alla componente aereonautica. L’andamento dei beni capitali esclusi beni per la difesa e aerei registra un calo di -2,4% m/m a fronte di un balzo del 6,5% m/m (rivisto al rialzo) per il mese di marzo. La tendenza di fondo della componente più legata agli investimenti in macchinari risulta positiva.

Grazie al rush finale connesso alla scadenza degli incentivi fiscali, le vendite di nuove case sono risultate superiori alle previsioni: 504mila contro 425mila. Il prezzo mediano è in calo del 9,7% m/m.

Lacker ha segnalato di essere sempre più a disagio con la frase sul “periodo esteso” contenuta nel comunicato della Fed; anche Bullard ha sostenuto che mantenere i tassi fermi per un periodo esteso può creare il rischio di ‘bolle’.


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