Economia reale: in USA, a luglio raffredda lievemente al 2% a/a l’inflazione (stabile a +1,9% a/a la componente core) e le nuove costruzioni abitative salgono a 1.093 mila unità…
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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena
Nonostante gli indicatori anticipatori di agosto continuino a segnalare espansione (il Pmi manifatturiero tocca il massimo storico di 58 p. e il PhiladelphiaFed sale a 28 p.) e sempre più membri del Fomc ritengano necessario rialzare il costo del denaro nel 2015, la governatrice Yellen, in occasione del simposio di Jackson Hole, si mostra cauta sulla possibilità di anticipare l’exit strategy, ritenendo che sul mercato del lavoro non siano stati raggiunti i livelli occupazionali ottimali, sebbene nel 2014 ci sia stato un trend decrescente delle richieste di sussidio di disoccupazione. Nell’Eurozona, il Pmi manifatturiero cala a 50,8 p. ad agosto e quello dei servizi a 53,5 p.; negativo (-10 p. ad agosto) l’indicatore di fiducia dei consumatori. Draghi ribadisce che la Bce continuerà con gli stimoli all’economia, con l’Autorità pronta ad utilizzare strumenti non convenzionali di politica monetaria; imprescindibile, tuttavia, che i governi dell’Eurozona implementino le riforme strutturali necessarie per far ripartire l’economie nazionali, anche a discapito del superamento dei vincoli del Patto di stabilità. In Germania, cala il Pmi manifatturiero di agosto (52 p.) e l’indice dei prezzi alla produzione di luglio (-0,8% a/a).
Tassi di interesse: negli Usa, tassi d’interesse in rialzo sia sulla parte a breve che su quella a lunga della curva. In area euro, i tassi d’interesse sono saliti leggermente, anche se il decennale italiano e spagnolo hanno registrato nuovi minimi storici. Lo spread BTP-Bund è risultato in lieve calo tornando sotto i 160bp.
L’Euribor a 3 mesi è sceso venerdì scorso al minimo storico dello 0,183%.
Valute: settimana decisamente positiva per il dollaro in apprezzamento vs le principali controparti. In calo il cambio EurUsd che ha toccato il livello minimo da 11 mesi circa. Lo yen è risultata la peggiore valuta della settimana mentre i guadagni hanno interessato dollaro australiano e corona norvegese. Le valute emergenti si sono deprezzate vs dollaro, ad eccezione della rupia indiana, miglior valuta globale.
Materie prime: in calo oro, tornato ad oscillare sui minimi da due mesi, ed il petrolio. Stabile il comparto agricolo che tocca un nuovo minimo dal 2010. In evidenza soia e cotone, le migliori commodity della settimana. Positivi i metalli non ferrosi, con l’alluminio che registra un nuovo massimo da un anno e mezzo circa.
Borse: ancora una settimana molto positiva per le borse mondiali con l’indice S&P500 che ha toccato un nuovo massimo storico.
All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori hanno registrato un andamento positivo ad eccezione delle risorse di base. Tra i migliori troviamo quello auto e tecnologico.
Fonte. BondWorld.it
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