Economia reale: negli Usa, a gennaio, delude l’ISM Manifatturiero che scende a 51,3 punti rispetto ai 56,5 precedenti; in lieve rialzo, invece, quello non manifatturiero a 54 punti. Arretrano gli ordini di fabbrica di dicembre (-1,5% m/m). Sul mercato del lavoro, a gennaio …
il numero di occupati nei settori non agricoli aumenta, ampiamente meno del previsto, di 113.000 unità, mentre la disoccupazione scende al 6,6%, livello più basso dal 2008.
In Area Euro Draghi, durante la conferenza stampa che segue la riunione del board della Bce, rassicura il mercato non ritenendo probabile il rischio di una deflazione. Le vendite al dettaglio scendono a dicembre su base congiunturale, del -1,6%; a gennaio sale, invece, il PMI Manifatturiero a 54 punti.
In Germania inaspettato calo congiunturale per la produzione industriale di dicembre (-0,6%); nello stesso mese, negativi anche gli ordini di fabbrica (-0,5% m/m). Migliora invece il PMI Manifatturiero di gennaio. In Italia, il CPI Armonizzato di gennaio raffredda allo 0,6% a/a dallo 0,7% precedente; nello stesso mese, il PMI Manifatturiero, scende a 53,1 punti.
Tassi di interesse: negli Usa, tassi d’interesse in lieve ribasso sulla parte a breve della curva, in rialzo su quella a lunga, con il decennale in prossimità del 2,70%. In Germania il decennale chiude la settimana poco mosso dopo aver avvicinato il livello minimo da agosto. In calo il Btp, sceso ai minimi da maggio a quota 3,7% con lo spread vs bund in ribasso vicino ai 200 pb. Euribor a 3 mesi venerdì scorso fissava in calo a 0,291%. La riunione della Bce si è conclusa con tassi invariati e nessuna decisione in tema di nuove misure di stimolo.
Valute: Settimana negativa per il dollaro che si deprezza vs le principali valute ad eccezione di sterlina e yen. Il cambio euro-dollaro si è riportato fino a quota 1,36 dopo la riunione della Bce e i deludenti dati macro Usa. Forte recupero delle valute emergenti favorite dal maggiore ottimismo sui mercati.
Materie prime: Settimana positiva per le principali commodities; in evidenza il caffè (sui massimi da 9 mesi circa) su timori riguardanti le coltivazioni in Brasile (primo produttore al mondo). Forte rialzo anche per grano e soia. Positivi i metalli industriali e preziosi con l’oro tornato in area 1260 $/oncia. Misto l’andamento del settore energetico, con il Brent che si è riposizionato sopra i 107$/barile.
Borse: Settimana positiva per la maggior parte dei listini europei ed emergenti. In forte calo gli asiatici con Tokyo ai minimi da novembre. Poco sopra la parità quelli Usa. All’interno dell’indice Stoxx 600, i settori migliori sono risultati quello minerario e delle costruzioni; in calo telecomunicazioni e chimici.
Fonte. BondWorld.it – MPS
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