Economia reale: negli Usa il Pil del IV trim. avanza del 3,2% t/t annualizzato; ma gli ordini di beni durevoli a dicembre subiscono un calo inaspettato del 4,3% m/m e, nella settimana del 25 gennaio, le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione salgono più del previsto (a 348 unità). …
Durante l’ultima riunione presieduta da Bernanke, la Fed, all’unanimità, riduce di $10 Mld l’acquisto di titoli del Tesoro (riducendo l’ammontare mensile a $65 Mld), mantenendo ai minimi il costo del denaro. In leggero raffreddamento, a gennaio, il PMI di Chicago che passa a 59,6 punti dai 60,8 precedenti. In Area Euro, a gennaio, l’inflazione scende allo 0,7% a/a, alimentando le aspettative di nuove misure da parte della BCE per scongiurare il pericolo di una deflazione.
Stabile al 12% la disoccupazione a dicembre. In Germania sale, oltre le attese, l’indice IFO tedesco di gennaio (a 108,9 p. la componente legata alle aspettative). Calano inaspettatamente le vendite al dettaglio di dicembre (-2,4% a/a), mentre il CPI armonizzato tedesco di gennaio si attesta all’1,2% a/a. In Italia, a gennaio, l’indice di fiducia delle imprese scende a 97,7, mentre la disoccupazione di dicembre raffredda al 12,7%, in virtù della revisione al rialzo del dato di novembre.
Tassi di interesse: negli Usa, tassi d’interesse in calo soprattutto sulla parte a lunga della curva, con il decennale tornato sotto il 2,70% per la prima volta dopo oltre due mesi. In Germania settimana in calo per i tassi governativi tedeschi a breve. In calo anche il Btp (sotto il 3,80%) e l’Euribor 3M attestatosi venerdì scorso allo 0,296% dal precedente 0,300%.
Valute: Settimana molto volatile in cui l’attenzione è stata interamente concentrata sulle valute emergenti. Le principali valute di tale comparto chiudono in deprezzamento vs $ ad eccezione della lira turca che ha beneficiato del rialzo a sorpresa dei tassi da parte della BC. Euro in deprezzamento vs dollaro in prossimità di quota 1,35 dopo il dato sull’inflazione dell’Area risultata in rallentamento. Tra le migliori valute lo yen.
Materie prime: negative le principali commodity con il Brent in calo e il Wti in salita. Andamento negativo anche per l’oro che è tornato ad oscillare in area1245 $/oncia. Prese di profitto sui metalli non ferrosi penalizzati dai timori di un rallentamento in Cina. Miste le agricole dove si sono messi in evidenza il caffè ed il cacao.
Borse: Settimana negativa per i listini azionari mondiali. Volatile Milano. All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori, ad eccezione di quello healt care ed immobiliare, hanno chiuso in negativo; stabile quello bancario.
Fonte. BondWorld.it – MPS
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