Economia reale: negli States, la Fed conferma la conclusione del QE non escludendo una stretta monetaria anticipata se i dati futuri dovessero mostrare un marcato miglioramento dell’inflazione…..
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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena
Weekly Economic Outlook
e della capacità produttiva inutilizzata. La prima stima del Pil annualizzato nel III trim. evidenzia un rallentamento della crescita statunitense (+3,5% t/t dal 4,6% t/t precedente) e del consumo personale, sebbene gli indici di fiducia dei consumatori nel mese di ottobre risultino in miglioramento (sia nella rilevazione del Conference Board, a 94,5 p., sia in quella dell’Università del Michigan, a 86,9). Nello stesso mese, l’indicatore sulla manifattura del distretto di Dallas raffredda a 10,5 p., mentre in quello di Richmond balza a 20 p. e il Pmi Chicago accelera a 66,2 p. Nell’Eurozona, a settembre, il tasso di disoccupazione rimane all’11,5% e l’inflazione stimata di ottobre registra una lieve accelerazione (+0,4% a/a da +0,3%), al pari del l’indice di fiducia economica (a sorpresa, salito a 100,7 p. ad ottobre). In Germania, ad ottobre, prosegue il calo dell’indice Ifo (sceso a 103,2 p.) mentre la disoccupazione (al 6,7%) e l’inflazione preliminare (+0,8% a/a) rimangono sui livelli di settembre. In Italia, migliora il sentiment delle imprese (96 p. ad ottobre) e il Cpi preliminare di ottobre segnala una leggera ripresa dell’inflazione (+0,1% a/a per l’indice Nic e +0,2% per l’Ipca).
Tassi di interesse: tassi statunitensi in aumento, sia sulla parte a lunga che su quella a breve. Andamento opposto in Area euro, con il 10Y tedesco poco sopra lo 0,84% e l’omologo italiano in marcato riposizionamento, sceso sotto quota 2,35%. In ribasso anche lo spread Btp-Bund intorno i 150 pb. L’Euribor a 3M, venerdì scorso fissava in rialzo a quota 0,086%.
Valute: ancora una settimana caratterizzata dalla forza del biglietto verde con il cambio €/$ tornato ad oscillare in area 1,25. Marcato deprezzamento dello yen dopo la decisione della BoJ di lanciare nuovi stimoli, innalzando il target di crescita annuale della base monetaria. Sul fronte emergenti, in recupero il real brasiliano e in deprezzamento il rublo che continua ad aggiornare i minimi sia vs € che $.
Materie prime: le vendite hanno interessato in maniera piuttosto marcata i metalli preziosi, con l’oro sui minimi dal 2010, intorno quota 1170 $/oncia. Debole anche il comparto energetico ad eccezione del gas naturale. Positivo il settore agricolo.
Borse: settimana positiva per le principali borse mondiali, in particolare per il listino giapponese. All’interno dell’indice Stoxx 600 tutti i settori (specialmente alimentare ed automobilistico) hanno chiuso in positivo .
Fonte. BondWorld.it
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