Negli States, la Fed rivede al rialzo le stime di crescita per il 2014 (tra 2,3% e 2,4%) e si mostra paziente sull’esatta tempistica del primo aumento dei tassi, dichiarando che resteranno sui livelli attuali fino a …..
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Analisi a cura di Monte dei Paschi di Siena
primavera. Giungono tuttavia segnali di debolezza dai leading indicators di dicembre (in calo l’indice manifatturiero di NY, i Pmi e l’indice della Fed di Philadelphia) e dal mercato immobiliare; a novembre, l’inflazione statunitense rallenta all’1,3% a/a ed accelera la produzione industriale (+5,2% a/a).
Ancora in miglioramento il mercato del lavoro, con le richieste di sussidi di disoccupazione in lieve calo nella II settimana di dicembre. Nell’Eurozona, a dicembre, migliorano gli indici Pmi (a 50,8 p. il manifatturiero) e l’indice Zew (a 31,8 p.) e viene confermato il rallentamento dell’inflazione a novembre (allo 0,3% a/a). In Germania avanzano , a dicembre, il Pmi manifatturiero (a 51,2 p.), l’indice Zew sulle aspettative (a 34,9 p.) e l’Ifo (a 105,5 p.). In Italia, ad ottobre, il fatturato (-0,7% a/a) e gli ordinativi (-0,2% a/a) dell’industria registrano una nuova flessione.
Tassi statunitensi in aumento su tutta la curva; in ribasso quelli europei con il decennale tedesco e quello italiano che raggiungono nuovi minimi storici, rispettivamente sotto lo 0,6% e l’1,92%; lo spread Btp-Bund scende intorno i 136 pb. Stabile l’Euribor a 3M, a quota 0,081% venerdì scorso. Cross €/$ tornato in prossimità dei minimi dal 2010, poco sopra l’1,22. Sul comparto emergente il cambio dollaro/rublo, è tornato a stabilizzarsi sotto quota 60 in seguito agli interventi della banca centrale russa.
Negative le commodity energetiche, con il brent poco sopra i 60 $/barile e il gas naturale peggiore commodity della settimana.
Male i metalli industriali e preziosi, con l’oro tornato sotto i 1200$/oncia. In controtendenza le agricole, trainate da grano, cacao e caffè. Positive tutte le borse mondiali, con lo S&P 500 tornato oltre i duemila punti.
Fonte. BondWorld.it
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