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Wellington Management : I tagli dei tassi arriveranno (ma non ancora)

Wellington Management : I tagli dei tassi arriveranno (ma non ancora): la BCE probabilmente manterrà i tassi fermi fino a giugno

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Marco Giordano, Investment Director di Wellington Management


Con l’inflazione in calo e i tassi d’interesse molto più alti rispetto a un anno fa nonostante il recente rally, le banche centrali hanno un discreto margine di manovra e sono state esplicite nel voler evitare il rischio di una politica monetaria troppo restrittiva. La rinnovata presenza del trade-off tra inflazione e crescita economica ha portato le autorità monetarie a preoccuparsi dei rischi negativi per il ciclo economico in misura uguale o maggiore rispetto al rischio che l’inflazione non ritorni al suo obiettivo. Data la crescente preoccupazione di evitare una profonda recessione, riteniamo che le banche centrali, in seguito alla debolezza della crescita (o a una recessione, per quanto poco profonda), possano decidere di tagliare i tassi, soprattutto perché la politica monetaria sembra poter raggiungere il suo obiettivo di portare l’inflazione in modo sostenibile verso il 2%. Il presidente della Fed Jerome Powell a metà dello scorso anno ha accennato che potremmo assistere a tagli dei tassi anche con un’inflazione superiore all’obiettivo e a dicembre ha dichiarato che la Fed potrebbe ridurre i tassi più volte nel 2024.

Nell’immediato, riteniamo probabile che la BCE mantenga i tassi fermi e non li tagli fino a giugno di quest’anno, poiché le autorità monetarie vorranno vedere l’inflazione scendere ulteriormente. I recenti avvenimenti in Medio Oriente stanno suscitando preoccupazione non solo per motivi geopolitici, ma anche per le potenziali conseguenze che possono avere sui mercati finanziari. A causa dell’economia aperta, l’Europa è particolarmente esposta alle perturbazioni del commercio e gli aumenti dei costi di trasporto possono iniziare a tradursi in un aumento del costo delle merci.

Intravediamo molte opportunità in diversi segmenti del mercato obbligazionario, poiché gli investitori potrebbero beneficiare di un reddito interessante ma anche di una protezione del capitale, qualora si verificasse un improvviso rallentamento economico. Nonostante il rally del mercato alla fine dello scorso anno, i rendimenti sono ancora a livelli interessanti e offrono buone opportunità di investimento in diversi settori, dai titoli di Stato al credito, dall’high yield alle cartolarizzazioni.

  • Nonostante l’imminente rallentamento economico (o recessione), riteniamo che i bilanci societari siano ancora solidi grazie alla resilienza dei consumatori. Pertanto, le obbligazioni societarie continuano a offrire un interessante potenziale di rendimento complessivo. Preferiamo le obbligazioni societarie europee, soprattutto in settori come i servizi di pubblica utilità, l’energia e le banche (dove anche il debito
  • I titoli high yield europei di qualità inferiore possono rappresentare un’eccellente fonte di rendimento, ma la selezione degli emittenti giusti sarà fondamentale per evitare potenziali insolvenze.
  • Le strategie obbligazionarie non vincolate possono aiutare gli investitori a gestire l’aumento della volatilità grazie a una gestione flessibile della duration e dell’allocazione geografica.

Fonte: InvestmentWorld.it


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