La Bce mantiene il costo del denaro al minimo storico dello 0,25% ed invariato allo 0% il tasso sui depositi presso l’Eurotower, ribadendo che l’Autorità rimane pronta a nuove misure di stimolo comprese quelle non convenzionali, tra cui un eventuale Quantitative Easing……
La ripresa “procede” ma permangono downside risks, legati soprattutto ad un’evoluzione sfavorevole delle tensioni geopolitiche ed oscillazioni della valuta domestica. L’elevato tasso di disoccupazione rischia inoltre di divenire un elemento strutturale. Le aspettative sui prezzi rimangono ancorate nel medio periodo, nonostante si preveda un “prolungato periodo di bassa inflazione”.
Draghi si è detto seriamente preoccupato degli effetti che l’apprezzamento del cambio avrà sulla stabilizzazione del tasso di inflazione e ha aggiunto che il Board non è disposto a tollerare un’inflazione eccessivamente bassa per un periodo prolungato di tempo, mettendo una grossa ipoteca su un intervento di allentamento nella riunione di giugno. Lo stesso Draghi ha dichiarato che prima di intraprendere nuove misure il Board intende conoscere le prossime previsioni economiche che saranno diffuse in occasione della prossima riunione.
Un’azione distensiva in occasione del prossimo meeting sembra ormai scontata. Per evitare di azzerare completamente il tasso di riferimento, la Bce potrebbe però optare per misure di allentamento non convenzionali.
In occasione della riunione odierna, la BoE ha mantenuto come nelle attese, il tasso di riferimento allo 0,50%, lasciando invariato il piano di acquisto di asset a 375 Mld di £.
Fonte: BONDWorld.it – MPS
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