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Commento Vailati (Cassa Lombarda) sulle decisioni FED

Fed operativa e decisa, ma con azione graduale in funzione di dati e azione fiscale…


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Marco Vailati, Responsabile Ricerca e Investimenti di Cassa Lombarda


Nella periodica riunione di ieri 14 dicembre 2016:

•           La Fed ha alzato i tassi di 0.25% come da attese (range attuale 0.5-0.75) con decisione unanime dei votanti

•           Lo staff ha moderatamente migliorato le previsioni economiche (meno disoccupazione: -0.1 nel 2016 nel 2017 e nel 2019; più crescita: +0.1 nel 2016 2017 e nel 2019; più inflazione: +0.2 nel 2016)

•           I componenti del Fomc hanno alzato per la prima volta dal 2014 la revisione delle loro proiezioni sui futuri livelli dei Fed Fund. In particolare mediamente hanno alzato da 0.50 a 0.75% gli incrementi previsti nel 2017, pari a 3 aumenti da 0.25 invece dei 2 precedentemente previsti e già inglobati nei prezzi del mercato monetario, mantenendo invariati gli incrementi previsti per gli anni successivi (3 nel 2018 e altrettanti nel 2019), con un conseguente rialzo parallelo della curva delle proiezioni.

Nel testo di accompagnamento della decisione le parole, misurate con la solita precisione, hanno evidenziato i progressi fatti nelle condizioni del mercato del lavoro e nel recupero dell’inflazione, cioè i due target della Fed, ma anche gli spazi ancora esistenti, evidenziando come l’economia si stia espandendo a un passo moderato coerente con graduali incrementi dei Fed Fund, anche perché il tasso neutrale per i Fed Fund è ancora visto a livelli bassi.

Nella sessione di domande/risposte Janet Yellen ha inoltre cercato di smorzare l’entità del segnale restrittivo dato con l’aumento delle proiezioni mediane dei Fed Fund, evidenziando come rimangano comunque 6 membri su 17 che prevedono meno di 3 aumenti nel 2017. La Yellen ha anche ricordato che le decisioni dipenderanno dall’evoluzione dei dati e che molto dipenderà anche dall’implementazione delle modifiche progettate alla politica fiscale, che non ha influito sulla decisione dell’aumento di 0.25 dei Fed Fund ma può aver già influito sulle proiezioni di alcuni membri.

Nel complesso, si può ritenere che sia stato un Fomc solo leggermente più aggressivo del previsto, a tutto vantaggio del Usd che può proseguire il suo temporaneo overshooting rispetto al valore teorico di equilibrio che potrà tornare a emergere solo quando cambierà l’impostazione della Bce.

L’atteggiamento della Fed non dovrebbe danneggiare l’azionario, a parte la reazione di breve di ieri, perché delinea un sentiero di rialzi progressivi e coerenti con l’andamento del ciclo. Lo stesso atteggiamento conferma un trend crescente dei tassi che grava sui treasury che però già in parte lo riflettono nelle curve dei forward rispetto i livelli di lungo periodo visti al 3% dai membri del Fomc.

Fonte: BONDWorld.it


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